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Referendum Mirafiori, Marchionne: ‘Svolta storica’

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Referendum Mirafiori, Marchionne: ‘Svolta storica’

Roma (Adnkronos/Ign) – I lavoratori di Mirafiori "hanno scelto di prendere in mano il loro destino, di assumersi la responsabilità di compiere una svolta storica e di diventare gli artefici di qualcosa di nuovo e di importante". Sono le parole con cui l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, commenta la vittoria del sì al referendum su Mirafiori. "Siamo lieti che la maggioranza dei lavoratori di Mirafiori abbia compreso l'impegno della Fiat per trasformare l'impianto in una fabbrica di livello internazionale – dice Marchionne – Siamo lieti perché con il loro voto hanno dimostrato di avere fiducia in sé stessi e nel loro futuro". In un Paese come l'Italia, che "è sempre stato legato al passato e restio al cambiamento, e il referendum di ieri in parte lo ha dimostrato", osserva l'amministratore delegato, "la scelta di chi ha votato sì è stata lungimirante". Rappresenta "la voglia di fare che si oppone alla rassegnazione del declino". Rappresenta "il coraggio di compiere un passo avanti contro l'immobilismo di chi parla soltanto o aspetta che le cose succedano". Ancora, l'amministratore delegato fa riferimento al ruolo storico dello stabilimento torinese: "Sono sempre stato molto orgoglioso di quello che Mirafiori rappresenta per la Fiat, come custode della tradizione industriale della nostra azienda e del nostro Paese, e anche per quello che ha dimostrato di saper fare. Mirafiori e la gente che ci lavora non si è fatta scoraggiare quando, nel 2004, erano in tanti a profetizzare la fine e la chiusura dell'impianto. Insieme abbiamo strappato lo stabilimento alla desolazione, abbiamo ridato dignità e prospettive alla fabbrica". "La maggior parte delle nostre persone non si sono fatte condizionare dalle tante accuse che ci sono piovute addosso, dagli attacchi che sono stati fatti in modo strumentale sulla loro pelle, ma hanno scelto di stare dalla parte di chi si impegna, di chi intende mettere le proprie qualità e la propria passione per fare la differenza", insiste Marchionne. Questa, aggiunge, "è la migliore risposta alle bugie e alle esasperazioni degli ultimi mesi". "Le critiche che abbiamo ricevuto – rimarca – sono state ingiuste e spesso frustranti". "Mi auguro che le persone che hanno votato no – aggiunge – messe da parte le ideologie e i preconcetti, prendano coscienza dell'importanza dell'accordo che salvaguarda le prospettive di tutti i lavoratori". Quelli che hanno votato sì, comunque, "hanno chiuso la porta agli estremismi, che non portano a nulla se non al caos, e l'hanno aperta al futuro, al privilegio di trasformare Mirafiori in una fabbrica eccellente". L'amministratore delegato evidenzia poi che il piano per lo stabilimento di Mirafiori "è molto ambizioso". E, soprattutto, "non penalizza i lavoratori in nessun modo e mantiene inalterate tutte le condizioni positive che sono previste non solo dal contratto collettivo ma anche da tutti i trattamenti che la Fiat nel tempo ha riconosciuto alle proprie persone". Nel sollecitare un clima di serenità dopo l'esito positivo al referendum, il presidente della Fiat John Elkann ha ribadito il sostegno della sua famiglia al piano Marchionne. "Ora bisogna archiviare le polemiche e le contrapposizioni, affrontando le sfide che abbiamo davanti in modo costruttivo. Per parte mia – afferma in una nota – ribadisco il pieno e convinto sostegno della mia famiglia". Elkann ha espresso gratitudine nei confronti dei lavoratori che hanno votato sì: "Sono grato a chi ha avuto fiducia nel futuro e nella Fiat: la loro scelta apre nuove prospettive per tutte le donne e gli uomini che lavorano in fabbrica a Mirafiori". Secondo Elkann, infatti, "ha prevalso la volontà di essere ancora in gioco: dimostreremo che in Italia è ancora possibile costruire grandi automobili capaci di farsi apprezzare nel mondo". Il commento a caldo delle dichiarazioni di John Elkann e Sergio Marchionne è arrivato dal responsabile nazionale auto della Fiom, Giorgio Airaudo. "Abbiamo fatto bene a dichiarare lo sciopero generale del 28 continueremo a provare a convincerci reciprocamente" ha detto Airaudo. "Marchionne ha vinto con i suoi uomini, noi con gli operai, quelli che lui vuole fare lavorare di più e con meno diritti" ha sottolineato. "Siamo sorpresi di quel 46% che ha votato no – ha poi aggiunto – avevamo capito che emotivamente gli operai erano favorevoli ma non pensavamo che questo si traducesse in un voto. Quel 46% è un voto molto impegnativo, lo è per noi ma credo dovrebbe esserlo anche per l'impresa perché c'è una maggioranza determinata all'interno dagli impiegati che all'interno delle carrozzerie non sono colletti bianchi ma strutture gerarchiche, 300 capi e 40 uomini del personale. Si potrebbe, quindi, dire che Marchionne ha salvato il suo accordo con i suoi uomini". E il leader della Fiom, Maurizio Landini, si è rivolto direttamente a Marchionne: "Sarebbe ora un atto di saggezza da parte di Fiat riaprire una trattativa vera perché quelle fabbriche senza il consenso di quei lavoratori non funzionano". Confindustria valuta invece in modo positivo l'esito del referendum. Emma Marcegaglia, dice che "in democrazia vale la maggioranza": a Mirafiori hanno vinto i sì ed "è comunque un dato positivo. Con questo risultato, l'Italia può continuare ad avere una industria dell'auto forte e competitiva a livello globale. L'azienda ha ora tutte le carte per poter dare seguito all'annunciato piano di investimenti su Mirafiori''. ''Adesso – prosegue Marcegaglia – è necessario lasciarsi alle spalle polemiche e contrapposizioni e lavorare con determinazione e concretezza per continuare ad ammodernare le relazioni industriali a vantaggio dell'intero sistema produttivo italiano''.

Articlolo scritto da: Adnkronos