Arezzo – Dichiarazione del vicepresidente del Consiglio Comunale Francesco Macrì: “Oramai è uno stillicidio contro l’ossatura del nostro sistema economico costituita dalle aziende orafe: le rapine sono praticamente una fotocopia l’una dell’altra e vengono evidentemente compiute da una banda criminale di primo livello, composta da varie persone, addestrate, e con un tasso di pericolosità altissimo. Insomma, autentici professionisti. Non voglio pensare cosa potrebbe accadere se incrociassero i titolari delle aziende o altre persone.
Quindi cosa stiamo aspettando per arrestare questo saccheggio continuo? E cosa stiamo aspettando per rompere questa fastidiosa cortina di silenzio che sembra calare sulla città, indifferente rispetto a una catena di rapine che sta provocando in alcuni casi il rischio chiusura, con risvolti occupazionali drammatici come mi hanno riferito alcune vittime? Come possiamo accettare che il fondamento della ricchezza locale sia sottoposto a tale attacco? E lo dico soprattutto perché l’allarme arrivi ai rappresentanti istituzionali. In primis il Sindaco e il Prefetto, ai quali chiedo la convocazione immediata su questo argomento del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, magari aperto ad alcuni rappresentanti degli orafi, e mettano in campo ogni iniziativa per accentuare il controllo del territorio a qualsiasi ora chiedendo, se del caso, aiuti al Governo centrale. Perché di fronte a un pericolo simile non possiamo pretendere l’autosufficienza, con le poche forze presenti nel territorio, senza un soccorso delle autorità centrali utile ad aumentare le forze sul campo in termini di qualità, intesa come capacità investigativa, e in termini di quantità, intesa come controllo del territorio. E ai nostri deputati chiedo: tra un impegno gravoso e l’altro, trovino il tempo per interessarsi di questa emergenza attivando ogni canale utile per porre il problema a livello nazionale”.