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Consulenti lavoro, deducibili costi immobile in uso a collaboratore

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Roma (Labitalia) – Nel caso di un immobile concesso in uso a un collaboratore coordinato e continuativo, oppure a progetto, il datore di lavoro deve dedurre i costi dell'immobile con i medesimi criteri previsti dalla normativa per il lavoratore dipendente. A dirlo è un parere della Fondazione Studi dei consulenti del lavoro, che risponde così a un quesito di una società che ha deciso di concedere in uso all'amministratore unico (collaboratore) un appartamento con cantina e posto auto, appositamente presi in locazione, e chiede di chiarire quali siano per la società i criteri per la deducibilità dei costi ai fini delle imposte sui redditi, riferiti allo stesso immobile. Gli esperti della Fondazione Studi ricordando che l'articolo 95 del Tuir 'Spese per prestazioni di lavoro' disciplina i criteri di deducibilità dei costi e spese riferiti ai lavoratori in carico all'impresa, sottolineano che la "la disposizione fa riferimento al dipendente e non al collaboratore", e che "manca invece un qualunque riferimento al collaboratore". I consulenti sottolineano quindi "che già in passato l'amministrazione finanziaria, contravvenendo al divieto di interpretazione analogica, ha ritenuto di colmare in via interpretativa vuoti normativi: in particolare con la risoluzione 117/E del 12 aprile 2002, nel fornire risposta a un interpello di un notaio che, dovendo sostenere ingenti costi per il rinnovo del software di studio, chiedeva se il costo potesse essere dedotto in un unico periodo d'imposta, ha chiarito che, mancando un'esplicita disposizione, occorreva rifarsi a quelle riferite al reddito d'impresa, concludendo per l'obbligo di ammortizzare il costo". "Questo atto interpretativo -continuano gli esperti della Fondazione Studi dei consulenti del lavoro- sulle cui conclusioni, detto per inciso, non si conviene, apre però la porta a una interpretazione concernente la deducibilità del costo dell'immobile concesso in uso al collaboratore che, seppure assunta in violazione al principio generale tributario di divieto di interpretazione analogica, risulta essere ad avviso di chi scrive, equa, razionale e ragionevole".

Articlolo scritto da: Adnkronos