ROMA – Arriva l'ora 'X' per il decreto Bondi. Promulgato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il 30 aprile scorso dopo il chiarimento di alcuni aspetti, il decreto di riforma delle Fondazioni lirico sinfoniche è stato varato in prima lettura dal Senato il 16 giugno con diversi aggiustamenti rispetto a quello uscito dal Quirinale, molti dei quali frutto della lunga trattativa tra Bondi, i sindacati e le stesse Fondazioni.
La Camera lo ha quindi approvato in seconda lettura, dopo una seduta fiume di oltre 26 ore caratterizzata dall'apra opposizione in Aula dell'Italia dei Valori. Con le piccole modifiche apportate da Montecitorio, domani il provvedimento torna a Palazzo Madama in terza lettura per essere trasformato in legge entro martedì 29, data di scadenza dei termini di legge per la conversione.
I sindacati sono già sul piede di guerra. Alla Scala di Milano stanno saltando tutte le recite del 'Faust' di Gounod. I lavoratori del Teatro dell'Opera di Roma hanno già annunciato scioperi per far saltare tutte le prime della stagione estiva a Caracalla. Anche l'Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha rischiato l'incidente diplomatico con il Vaticano per il concerto di ieri alla Basilica di San Pietro, alla presenza del Papa, minacciato da uno sciopero che è rientrato dopo una lunga trattativa tra le rappresentanze sindacali dei lavoratori e i vertici della Fondazione.
Questo nonostante il testo del decreto che domani andrà al Senato sia il frutto su alcuni punti di emendamenti presentati anche dai partiti di opposizione, dall'Udc al Pd, fino al 'barricadero' Idv che nel corso della lunga maratona notturna a Montecitorio ha sottoscritto un emendamento, approvato, sui contratti integrativi.
''Il testo, uscito dal Senato in prima lettura – ha detto il sottosegretario ai Beni culturali, Francesco Maria Giro – e dalla Camera in seconda lettura, non potrà che essere approvato in terza lettura ancora una volta dal Senato, martedì 29, data peraltro di scadenza del decreto, perché il testo è frutto del contributo di tutti i partiti presenti in Parlamento, anche quello di Di Pietro che ha inserito un suo emendamento molto importante sui contratti integrativi''.
Per i sindacati però il decreto non va bene. ''Non è stato tolto il blocco dei contratti – afferma all'ADNKRONOS Nadia Stefanelli della Slc/Cgil – e soprattutto il provvedimento impone il rinnovo dei contratti ma non individua le risorse per farlo, visto che il governo sta tagliando tutto. La nuova Finanziaria prevede drastici tagli al Fus e agli enti locali. Le fondazioni dove troveranno le risorse per i rinnovi contrattuali?''.
Più morbida la posizione di Fabio Gozzo, della Uilcom Uil, che all'ADNKRONOS afferma: ''Rispetto a come era stato formulato in origine, il testo ha diversi punti di miglioramento, anche se non è il decreto che risolve la situazione del settore. Se il Senato lo approverà, allora faremo le nostre valutazioni sulle eventuali agitazioni ma, soprattutto, cercheremo di ottenere il tavolo contrattuale. Anche se i fondi per rinnovare i contratti dovrebbero arrivare in larga parte dal Fus che la Finanziaria taglia del 20% portandolo in totale a poco più di 310 milioni di euro''.
Ma quali sono le principali novità introdotte dal decreto, definito dal ministro dei Beni culturali, Sandro Bondi, indispensabile per ''salvare la lirica dal fallimento''? Il provvedimento entra soprattutto nelle dinamiche contrattuali dei dipendenti delle Fondazioni, inserendo alcune novità nei meccanismi di contrattazione collettiva e, soprattutto, sollecitando il rinnovo dei contratti collettivi fermi al 2003. Quanto al riordino del settore, questo è demandato ai regolamenti che saranno emanati entro 18 mesi dalla data di conversione in legge del decreto. Vediamo punto per punto le novità.
– REGOLAMENTI: Il riordino sistematico del settore lirico sinfonico è demandato ai regolamenti che dovranno essere emanati, su proposta del Mibac, entro 18 mesi dalla data di conversione in legge del decreto, tenendo conto dei pareri della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato e delle competenti commissioni parlamentari. Questi pareri dovranno essere espressi entro 60 giorni dalla ricezione dei regolamenti.
– AUTONOMIA: Tutte le Fondazioni, dimostrando efficienza, corretta gestione, imprenditorialità ed economicità, possono ottenere l'autonomia che, nella prima stesura del testo, era riconosciuta solo al Teatro alla Scala di Milano e all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma.
– CONTRATTI: Cambiano le regole del procedimento di contrattazione collettiva. Il nuovo contratto di settore dovrà essere sottoscritto da una rappresentanza delle Fondazioni coadiuvate dall'Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale nelle pubbliche amministrazioni) e dai sindacati maggiormente rappresentativi. Nella prima stesura era prevista anche la presenza di una delegazione datoriale individuata con decreto dal Mibac. Questa norma è stata abolita durante la seconda lettura alla Camera.
– INTEGRATIVI: Il trattamento economico aggiuntivo previsto dai contratti integrativi aziendali, a partire dal 1 gennaio 2012, sarà ridotto del 25% se non si procederà alla stipula dei nuovi contratti di lavoro entro quella data. In ogni caso, gli integrativi in contrasto con i principi del decreto dovranno essere ricontrattati.
– TURN OVER: Dal 2012 le assunzioni di personale a tempo indeterminato saranno limitate al 'turn over' del personale, sempre a tempo indeterminato, che nel corso dell'anno precedente ha lasciato il servizio. A decorrere dalla data di conversione in legge, invece, i lavoratori cosiddetti 'aggiunti' non possono superare il 15% dell'organico.
– PENSIONE BALLERINI: I ballerini, sia uomini che donne, vanno in pensione a 45 anni. Per i due anni successivi alla data di entrata in vigore della legge, però, i ballerini assunti a tempo indeterminato, che hanno raggiunto o superato l'età pensionabile, possono esercitare l'opzione per restare in servizio, rinnovabile annualmente; tale opzione deve essere esercitata attraverso formale istanza da presentare all'ENPALS entro due mesi dalla data di entrata in vigore della norma, o almeno tre mesi prima del perfezionamento del diritto alla pensione, fermo restando il limite massimo di pensionamento di vecchiaia, di quarantasette anni per le donne e di cinquantadue per gli uomini.
– PETRUZZELLI: La Fondazione Petruzzelli di Bari può effettuare assunzioni a tempo determinato e indeterminato, nei limiti della pianta organica approvata, preventivamente autorizzate dal Mibac.
– IMAIE: L'istituto mutualistico del settore resta privato ma la sua attività è soggetta alla vigilanza congiunta della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per l'informazione e l'editoria, del Mibac e del ministero del Lavoro per evitare i dissesti dovuti alla gestione degli ultimi anni.
Articlolo scritto da: Adnkronos