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Guerriglia ultrà, arresti in Serbia

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Belgrado – (Adnkronos/Aki) – La polizia serba ha arrestato 19 hooligan, tra i responsabili dei gravi incidenti a Genova per la partita Italia-Serbia. Lo riferiscono media serbi.
I primi pullman con a bordo supporter serbi hanno iniziato ad arrivare alla frontiera tra Croazia e Serbia ieri sera, e sono stati perquisiti dalla polizia per cinque ore, riferisce il canale televisivo di Belgrado B92. La decisione di inviare un robusto contingente di poliziotti alla frontiera in attesa dei pullman dei tifosi è stata presa al Consiglio nazionale di difesa, presieduto dal capo dello Stato Boris Tadic, riferisce ancora il canale. B92 aggiunge che i 19 arrestati sono stati portati nella vicina località di Sremska Mitrovica. Media croati inoltre riferiscono?che la polizia croata ha accompagnato i pullman per i 400 chilometri percorsi fino al confine serbo, senza consentire ai veicoli di fermarsi.
Intanto, proseguono anche alla Digos di Genova le indagini e il controllo dei filmati per accertare eventuali altri responsabili dei disordini. Attualmente sono dieci gli ultras serbi in stato di arresto. La sera della partita i fermati erano stati 17. I denunciati sono 46, gli identificati 138. Tra i tifosi in carcere anche quello che si è distinto come leader, Ivan Bogdanov, 30 anni. Dovrà rispondere, insieme agli altri, di danneggiamenti, violazione delle regole sulle manifestazioni sportive e porto di oggetti atti a offendere.
Lungo il 'curriculum' di Bogdanov secondo quanto riporta la stampa serba. L'hooligan, scrive il quotidiano 'Blic' nella sua edizione online, sarebbe stato uno dei leader dell'assalto all'ambasciata degli Stati Uniti a Belgrado nel febbraio 2008.
Per Giancarlo Abete, presidente della Federcalcio, "qualcosa non ha funzionato, in primis in territorio serbo, nei rapporti fra la federazione e gli organi di sicurezza". "Bisogna ragionare a mente fredda, ma è chiaro che va anche rafforzata la collaborazione fra le federazioni, le polizie e gli organi di pubblica sicurezza dei vari paesi, anche con un ruolo dell'Uefa, in occasione di partite internazionali", osserva. Quindi replica alle critiche rivolte all'Italia dal presidente della Fifa: "Blatter? Da lui mi aspettavo prima qualche riflessione sulle persone che ci hanno diretto ai Mondiali del 2002". Il riferimento di Abete è a Byron Moreno.
''Non vedo quale responsabilità possa avere la Figc. E credo alle parole del ministro Maroni", osserva da parte sua Gianni Petrucci, presidente del Coni. La Uefa potrebbe adottare sanzioni anche nei confronti dell'Italia. "In quel caso, affiancheremo la federazione. Mi auguro che non ci siano sanzioni. In caso, ci penseremo dopo", chiarisce.
Il ministro dell'Interno Roberto Maroni da parte sua ribadisce il plauso alle forze dell'ordine: "Nessuna censura alle forze dell'ordine. Anzi, voglio elogiare pubblicamente i responsabili delle forze dell'ordine, il prefetto e il questore perché in base alle informazioni che avevamo si è rischiata una strage, una 'Heysel due'. E solo grazie all'operato delle forze dell'ordine non ci sono stati né morti né feriti. Se invece ci fosse stata una carica delle forze dell'ordine per far svolgere la partita, si rischiava per davvero una strage".
Il titolare del Viminale respinge decisamente le critiche, arrivate anche dal sindaco di Genova: "Sono stato 'comicamente' accusato dal sindaco di Genova di essere responsabile di quanto avvenuto. E nel contempo lui ha elogiato le forze dell'ordine. Per fortuna io ho le spalle larghe e ci faccio sopra una risata. Sono per accertare le responsabilità se ci sono, ma in questo caso non ce ne sono".
Maroni rilancia invece le accuse: "Il problema è stata la scarsa informazione che ci è arrivata dall'Interpol di Belgrado''. ''Se ci avessero avvertito che sarebbe arrivata una banda di criminali, la cosa sarebbe stata diversa'', osserva.
Quindi il titolare del Viminale annuncia: "Scriverò anche a Platini per spiegargli che se la Uefa avesse adottato le misure previste nel Campionato italiano come il Daspo e la tessera del tifoso quello che è successo non sarebbe successo".
Anche per il ministro degli Esteri Franco Frattini, ospite alla Telefonata su Canale 5, "ci sono certamente stati dei difetti di comunicazione tra l'intelligence".

Articlolo scritto da: Adnkronos