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Commedia e spiritualità su Raiuno il San Filippo Neri di Proietti

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Roma – (Adnkronos) – Ha il volto bonario e l'ironia di Gigi Proietti il San Filippo Neri che arriva su Raiuno nella fiction in due puntate 'Preferisco il Paradiso', prodotta da Lux Vide e in onda lunedì e martedì prossimi in prima serata. L'attore romano interpreta, in una fiction a metà tra commedia e biopic spirituale, la vita di uno dei santi più bizzarri della storia della Chiesa, che fu definito il santo della gioia, il giullare di Dio, il secondo apostolo di Roma e Pippo il buono, per il suo impegno nella formazione dei giovani, che raccoglieva disperati dalla strada e avvicinava alla fede, facendoli divertire, cantando e giocando con loro e inventando di fatto l'istituzione dell'Oratorio, che grazie a lui fu proclamata congregazione da Papa Gregorio XIII nel 1575.
Tra le frasi più celebri attribuite al santo c'è quel 'state buoni se potete', ripetuto più volte ai ragazzi, e, appunto, 'preferisco il Paradiso', che pare sia stata la risposta data da Filippo Neri ai suoi superiori (poi proclamato santo nel 1622) quando gli fu chiesto se volesse diventare cardinale. "Il titolo ce l'ha proposto proprio Proietti quando gli abbiamo offerto il ruolo", confessa il produttore Luca Bernabei. "Mi sembrava che sintetizzasse bene l'indole del santo e anche il registro poco serioso di questa biografia", spiega Proietti.
In una Roma cinquecentesca ricostruita tra Viterbo e Pienza, il regista Giacomo Campiotti ha diretto un cast, che accanto a Proietti vede Francesco Salvi nei panni di padre Persiano Rosa, amico di Neri, Roberto Citran nei panni del Cardinal Capurso, che tenterà di ostacolare in ogni modo l'attività irrituale di Filippo Neri per poi arrendersi alla sua santità, e un folto cast di attori bambini e adolescenti che interpretano i primi frequentatori di quello che diventerà il primo Oratorio della storia della Chiesa. "E' stato un lavoro molto faticoso -ammette Proietti- anche per le location anguste, tra catacombe e borghi medievali. Ma fare la vita di un santo mi mancava nella mia – ahimè – lunghissima carriera", dice l'attore che a novembre compirà 70 anni ("faccio di tutto per non pensarci").
"Per me -racconta Proietti- è stato anche un momento di riflessione. Mi sono fatto delle domande ma non vi dirò le risposte. San Filippo era il santo della gioia ma non un allegrone. La sua letizia era nella fede. Era certamente portato all'estroversione ma era soprattutto un grandissimo uomo di fede. E affrontare un personaggio del genere fa sempre paura: se vai troppo sul comico rischi la macchietta e?se sei troppo serio rischi di rimanere piatto. Così abbiamo cercato una via di mezzo, credo riuscita", dice tra gli applausi di chi ha assistito alla proiezione in anteprima.
Proietti non si sottrae ad un parallello tra l'Oratorio e il suo Laboratorio di Esercitazioni Sceniche per i giovani attori con cui dalla fine degli anni '70 formò diversi attori diventati famosi: "Mi aspettavo questa domanda. E in effetti quell'esperienza mi aiutato in questo film. Nella vita c'è chi ama fare solo il giocatore e chi anche l'allenatore. Per me è stata una necessità dedicarmi a quell'esperienza con i giovani attori", afferma.
Sullo sfondo di 'Preferisco il Paradiso' scorrono il Concilio di Trento e l'avvio della Controriforma ma "non si tratta di una fiction storica", sottolinea Proietti. Anzi per l'attore è una fiction di grande attualità: "Il tema centrale è la disponibilità verso gli altri, che oggi è vera rarità. Si fa un gran parlare di solidarietà ma spesso sono parole vuote e i comportamenti delle persone non sono coerenti con quello che predicano", sottolinea l'attore il cui prossimo impegno in una fiction sarà di tutt'altra natura: "Sarò 'Il signore della truffà".
A 'Preferisco il Paradisò intanto spetta di inaugurare la stagione delle nuove fiction Rai: "Una partenza di stagione un pò strana -ammette il direttore di Rai Fiction, Fabrizio Del noce- perchè abbiamo un pò subito l'inizio anticipato di Mediaset con due prodotti molto forti, 'I Cesaroni' e un'altra fiction che ha grande appeal sul pubblico. Ma questa fiction con l'interpretazione di Proietti e per la storia straordinaria che racconta crediamo sia perfettamente in linea col pubblico di Raiuno. Proietti mi ha chiesto se con tutti questi bambini che cantano (il riferimento è a 'Io Canto' e 'Ti lascio una canzone', ndr.) non rischiamo di trovare un pubblico saturato per i ragazzi di San Filippo Neri. Ma io credo di noi. Se non altro perchè la prossima settimana andremo in onda prima degli altri programmi con bambini cantanti", conclude ironico Del Noce.