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Arezzo Wave, replica di Mauro Valenti alla lettera del Sindaco

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Arezzo Wave, replica di Mauro Valenti alla lettera del Sindaco

Arezzo – «La comunicazione del Sindaco di Arezzo circa l’impossibilità di realizzare la 25esima edizione del festival nella città in cui è nato sancisce la fine di un rapporto che non si è mai aperto realmente.

Si legge nel comunicato del Comune che il Sindaco ‘ha esplorato, fino alla fine, ogni possibile strada per poter rispondere positivamente alla richiesta’ della Fondazione. Ci chiediamo quindi perché non abbia personalmente verificato il coinvolgimento delle aziende partecipate e del tessuto economico cittadino, ma abbia affidato questa azione al consigliere delegato Marco Donati, il quale, pur dotato di buona volontà, non è certamente dotato dello stesso peso specifico del primo cittadino in quanto a elaborazione di strategie sulla città, decisionalità, potere contrattuale.

Si ricorda nella nota inoltre che il ‘tavolo’ convocato dal Comune aveva messo in luce ‘le forti ed evidenti difficoltà ad intervenire in maniera diretta’. La conduzione di quello stesso tavolo non ci è parso orientato a coinvolgere realmente gli interlocutori. Gli stessi commercianti, citati anche nel comunicato del comune, a differenza del comune stesso, siamo convinti che avrebbero valutato positivamente iniziative di marketing territoriale di cui l’amministrazione non ha mai avuto la voglia e l’interesse di presentare con convinzione.

Comprendiamo bene le difficoltà di questi tempi e di una precisa epoca storica italiana, tuttavia, in un momento in cui tutta Italia soffre della crisi e dei tagli alla cultura il nostro Comune è l’unico che risponde con una chiusura totale dicendo che non c’è alcuna risorsa e non cercando altre strategie per mettere in moto quello che, in altre città e regioni d’Italia, dello stesso colore politico, viene considerato un fattore di sviluppo. Dobbiamo invece constatare che la nostra amministrazione comunale concorda con le recenti affermazioni del Ministro Tremonti criticate da tutto il mondo della cultura e del centro sinistra italiano.

A titolo di esempio vorremmo ricordare pochi mesi fa quando la Fondazione Arezzo Wave Italia chiese all’amministrazione comunale un contributo di 1.000 euro per un progetto a rilevanza regionale dedicato alle giovani band legate alle scuole superiori, sul quale la Provincia di Arezzo aveva già investito 5.000 euro.

La richiesta di contributo fu portata in giunta dall’allora assessore Francesca Tavanti, la quale non fu certo apprezzata per quella richiesta e fu successivamente allontanata dalla giunta.

Anche allora infatti non c’erano soldi. Salvo poi stanziare 16mila euro per una serata di musica dal vivo in Piazza San Francesco con band emergenti che partecipavano ad un contest, ma che non hanno ricevuto nessuna promozione, né valorizzazione.

O ancora potremmo citare improbabili corsi di rock finanziati con 32mila euro dal Comune e appartenenti sempre all’ “orbita” Play. Potremmo proseguire con altri esempi di utilizzo del denaro pubblico per eventi che non hanno portato nulla sul territorio dal punto di vista della formazione, della ricaduta economica, della visibilità internazionale, della valorizzazione dei nuovi talenti o delle eccellenze della nostra terra.

In 20 anni di festival non abbiamo chiesto un euro agli aretini. Volevamo continuare quest’anno a lavorare con questa città, contribuire con iniziative e attività a colori, con un progetto di rivitalizzazione di un territorio ormai in bianco e nero. Quello che abbiamo trovato è stato un atteggiamento ostile, di chi ci vive come una controparte e non come parte di una squadra che lavora per lo stesso territorio. Un’ostilità condotta da personalismi e non dall’interesse pubblico che dovrebbe guidare le decisioni di chi gestisce denaro pubblico.

Siamo comunque molto grati a tutti quelli che ci hanno sostenuto e ci hanno incoraggiato incessantemente a realizzare il 25esimo compleanno di Arezzo Wave nella città in cui è nato.

A loro, che sono la parte più bella di questa città, diciamo che il nostro impegno non si ferma qui e che continueremo a lavorare con passione per Arezzo per costruire qualcosa di bello, se lo vorremo tutti insieme, in altre forme ma con la stessa passione e intensità.»

Articlolo scritto da: Mauro Valenti