Arezzo “Environment and Health” sono i punti cardine del Congresso internazionale, promosso dall’ISDE (International Society of Doctors for Environment), che il 19 e il 20 Novembre 2010 si terrà ad Arezzo nell’Auditorium Aldo Ducci (Via Cesalpino 53). L’ISDE, creata in Italia nel 1990 per rafforzare l’impegno dei medici rispetto alla salvaguardia dell’ambiente, da subito si è battuta per recuperare il ruolo etico della professione medica, promuovere misure di prevenzione primaria, informare e coinvolgere pazienti, colleghi, studenti, insegnanti e cittadini nelle problematiche ambientali, e molto altro, tanto che uno dei risultati più tangibili è stato l’inserimento nel Codice di deontologia medica dell’art. 5 che prevede la necessità che il medico salvaguardi l’ambiente a tutela del malato. Il Congresso internazionale di quest’anno, che celebra il ventennale dell’ISDE, parte dalla considerazione che un mondo globalizzato comporta che la salute sia divenuta una questione globale, essendo determinata da fattori che travalicano i confini nazionali – quali i cambiamenti climatici, l’inquinamento, le guerre… E’ nostra responsabilità sfruttare le opportunità della globalizzazione per migliorare la salute delle persone in tutto il mondo. Dobbiamo convincerci che il mondo si trovi adesso nel momento più opportuno immaginabile per raggiungere questi obiettivi di salute globale e gli 8 Obiettivi di Sviluppo del Millennio e per mobilitare un’alleanza globale dedicata alla conquista di uno sviluppo umano basato su specifiche azioni in favore dei bambini. La teoria delle origini fetali delle malattie dell’adulto (Developmental Origins of Health and Disease – DOHaD) ipotizza che alcune patologie abbiano origine già in utero a causa di una nutrizione non bilanciata, dello stress materno e delle sostanze chimiche tossiche. Se così tante malattie risultano connesse a perturbazioni fetali (ambientali), allora è necessario agire al fine di prevenire tali malattie prima che le generazioni successive siano duramente colpite. Da oltre venti anni l’ISDE combatte in tutto il mondo per il “diritto del bambino a non essere inquinato”. Il cancro, inoltre, è la principale causa di morte a livello mondiale: conta 7.9 milioni di morti (circa il 13% di tutte le morti) nel 2007. Si stima che le morti per tumore continueranno a crescere, fino a 12 milioni di morti nel 2030. Eppure circa il 30% può essere prevenuto. Recentemente alcuni ricercatori dell’International Agency for Research on Cancer hanno usato l’ampio database europeo sui casi di tumore in bambini e adolescenti per stimare l’andamento dell’incidenza e della sopravvivenza in Europa, mostrando l’incremento continuo nell’incidenza dei tumori nell’infanzia e nell’adolescenza durante i passati decenni e di un’accelerazione di questa tendenza. Eppure il cancro si può prevenire. La vera sfida è la prevenzione primaria: una reale diminuzione dell’incidenza del cancro può e deve essere ottenuta eliminando gli agenti cancerogeni dall’aria che respiriamo, dall’acqua che beviamo, dai prodotti che usiamo, dai luoghi in cui lavoriamo e dal cibo di cui ci nutriamo. Ambienti sani e sicuri, liberi da sostanze cancerogene, dovrebbero essere un diritto alla nascita per tutti i bambini.