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Virus A/H1N1, Oms: 3.443 casi con 48 morti

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Virus A/H1N1, Oms: 3.443 casi con 48 morti

ROMA – Mentre in Italia salgono a 9 i casi confermati di nuova influenza umana A/H1N1, a livello internazionale ''secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e i Centers for Disease Control (Cdc) di Atlanta, sono arrivati complessivamente 3.443 e i decessi sono 48". Questi i numeri diffusi oggi in una nota dal ministero del Welfare. L'Oms tuttavia "non raccomanda restrizioni ai viaggi a causa dell'epidemia ".

Continuano ad aumentare i paesi raggiunti dal microrganismo. Secondo i dati dell'Oms sono 29 i Paesi in cui si sono registrati casi. In particolare, in Messico sono oltre 1.300 i pazienti contagiati dall'infezione. Negli Stati Uniti i casi sono balzati a più di 1.600 (contro gli 896 di ieri), con due morti. E in Canada si contano oltre 200 casi, con un decesso.

Oggi il Giappone ha confermato i primi tre casi di influenza A/H1N1 individuati all'aeroporto internazionale di Narita. Si tratta di un professore e di due studenti risultati positivi al test sulla febbre suina al rientro da un viaggio in Canada via Stati Uniti. Secondo il ministero della Sanità giapponese, il numero delle persone infettate potrebbe arrivare fino a 11, calcolando i passeggeri che hanno viaggiato accanto ai tre influenzati. Trenta le persone in tutto che sono state messe in quarantena, nei pressi dell'aeroporto, per dieci giorni.

Primo caso confermato anche in Australia, mentre il Canada ha registrato la sua prima vittima, non ancora del tutto accertata: si tratta infatti di una donna di circa 30 anni affetta dal virus, ma anche con altri problemi di salute.

Prima vittima anche in Costa Rica. Il decesso è stato confermato dal ministro della Salute Maria Luisa Avila. Si tratta di un uomo di 53 anni che era sotto osservazione dopo aver contratto il virus durante un viaggio in Messico. Le autorità sanitare del Paese centroamericano hanno reso noto che sono sette le persone che sono state contagiate finora dall'influenza di tipo A.

Arriva intanto dall'Oms la previsione che, se la diffusione del virus A/H1N1 continuerà al di fuori dei focolai originari, alla fine di luglio potrebbe arrivare ad infettare più di un miliardo di persone in tutto il pianeta. A comunicarlo il New Scientist, in un aggiornamento dei dati sulla nuova influenza, la cui diffusione, informa, potrebbe non rallentare nel periodo estivo, nonostante le alte temperature.

Scettico su questa possibilità il virologo dell'Università degli Studi di Milano, Fabrizio Pregliasco per il quale ''la nuova influenza A continua a diffondersi. Ma il tasso di aumento giornaliero è in calo, e i dati che abbiamo finora in mano non sembrano suffragare le ipotesi catastrofistiche". "Il passato e i numeri del virus non ci fanno pensare questo. Piuttosto – precisa l'esperto all'Adnkronos Salute – gli scenari possibili sono due: che si ripeta la storia del 1977, quando l'influenza suina non ebbe alla fine grande diffusione, o che si replichino le esperienze del 1918 e del '56, quando dopo una fase iniziale più blanda in primavera, il patogeno colpì duramente in autunno-inverno".

Inoltre "non ci sono dati per dire che il virus A/H1N1 non sia sensibile al caldo", come fanno i 'catastrofisti'. "E' un virus influenzale – sottolinea Pregliasco – e finora si sta comportando come tale". Dunque il virologo italiano si aspetta un andamento 'a singhiozzo': nelle prossime settimane, complice il caldo, il virus sembrerà sparire, per poi ripresentarsi in autunno, con condizioni climatiche più favorevoli, diventando uno dei microrganismi responsabili dell'influenza stagionale''.

Articlolo scritto da: Adnkronos/Salute/Ign