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Gualtiero Bassetti saluta le autorità civili e militari di Perugia

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Gualtiero Bassetti saluta le autorità civili e militari di Perugia

PERUGIA – Ringrazio il nostro Sindaco per le espressioni cordiali, accoglienti e ricche di stimoli e suggestioni che ha voluto rivolgermi a nome della città di Perugia. Esse rappresentano per me un messaggio significativo e incoraggiante. Con Lei saluto anche l’avv. Giuseppe Fanfani, Sindaco di Arezzo, e lo ringrazio per avermi accompagnato a Perugia e per le sue commosse espressioni che ancora una volta esprimono l’affetto a l’amicizia di una città che ho profondamente amato. Saluto Sua Eccellenza il Prefetto. Saluto la Presidente della Regione e il Presidente della Provincia di Perugia.
Mi auguro di poter presto incontrare ciascuno di voi, per avviare un percorso di dialogo, collaborazione, amicizia.
Saluto inoltre tutte le autorità civili, militari, istituzionali e accademiche qui presenti. Esprimo in questa circostanza tutta la mia partecipazione umana e cristiana alla famiglia del maresciallo dei carabinieri Andrea Angelucci, travolto da un’auto nel pieno adempimento del suo dovere. Esprimo la solidarietà di questa nostra Chiesa all’arma dei carabinieri, sempre in prima linea, con le altre forze dell’ordine, per la tutela e la protezione dei cittadini.
Come ho scritto nel mio primo saluto alla diocesi, a voi tutti, uomini e donne di buona volontà, confermo che troverete «la mia amicizia e la mia disponibilità a collaborare per il bene comune e la promozione della dignità della persona umana», che san Benedetto, figlio primogenito di questa nostra terra, dopo l’amore a Cristo metteva al primo posto.

Signor Sindaco, fui molto lieto di poterla incontrare, circa un mese fa, presso amici comuni ad Arezzo. Quanto Ella ebbe a dirmi della nostra città di Perugia mi è rimasto bene impresso nella memoria e nel cuore. Nei rapporti con tutte le istituzioni – e particolarmente con il comune – è mio vivo desiderio proseguire l’esperienza di quel dialogo cordiale e attento che il mio predecessore, monsignor Chiaretti, ha saputo condurre con tutte le numerose e articolate componenti della città.
In questi anni non sono mancate iniziative comuni di incontro e di dialogo – specie sui versanti artistico, storico e culturale – tra la componente laica e quella religiosa, volte a rianimare quel clima di intesa che ha avuto il suo momento aureo fra il XIII e il XV secolo, quando questa splendida Fontana, con la disposizione dei suoi assi maggiori, indicava l’orientamento dell’armonia.
In questi anni vi è stata ampia e fattiva collaborazione con le istituzioni pubbliche, comprese quelle dell’antica e prestigiosa Università, nonché con i numerosi enti, istituzioni e associazioni che innervano, rendendo ricca e feconda, la trama della nostra società perugina.

Mi piace ricordare, fra gli altri, il costruttivo rapporto che la città e la nostra Caritas hanno saputo intessere nel comune impegno per l’accoglienza degli immigrati e delle persone in difficoltà e per la soluzione delle numerose emergenze indotte quotidianamente dal manifestarsi di nuove e diffuse povertà.
La costituzione e la valorizzazione degli oratori parrocchiali vede a sua volta uniti gli sforzi sia ecclesiali sia civili, in nome del condiviso rilievo che le principali battaglie del nostro tempo dovranno essere affrontate a partire da un rinnovato sforzo educativo verso le nuove generazioni. Ho appreso con piacere che nella nostra città trovano accoglienza e partecipazione numerose manifestazioni giovanili: esse ci offrono la straordinaria occasione di poter avvicinare migliaia di giovani e intraprendere con loro un cammino che li accompagni nella ricerca del senso dell’esistenza, offrendo modelli e testimonianze di vita ispirati alla speranza, alla gioia, alla bellezza.
Signor Sindaco, condivido profondamente la sua affermazione che la tenuta della famiglia è oggi il migliore antidoto per la difesa dal degrado che minaccia la società moderna. Mi auguro che da parte di tutti gli organismi di governo della regione, della provincia e della città, nel pieno esercizio delle competenze loro assegnate, sia promosso ogni impegno per favorire e difendere il bene della famiglia. Su questo terreno essi troveranno sostegno e collaborazione da parte della nostra comunità ecclesiale.
Voglio inoltre esprimere viva gratitudine a tutti gli enti pubblici, a partire dalla Regione e dalla Soprintendenza ai beni architettonici, artistici, ambientali e storici per quanto è stato fatto sul piano della ricostruzione dopo il sisma del 1997, che ha gravemente ferito l’Umbria.

Una delle caratteristiche della nostra città è la presenza di una prestigiosa università degli studi che, proprio lo scorso anno, ha celebrato il settimo centenario della sua fondazione. A questo ateneo si affianca dal 1921 l’Università per gli stranieri, che caratterizza in senso universale il volto della nostra comunità accademica.
La presenza di tante persone – sia docenti, sia giovani studenti – provenienti da altre località italiane e, in molti casi, da paesi stranieri, sollecita l’intera comunità a fare dell’accoglienza, del dialogo franco e costruttivo, della ricerca della verità, i propri tratti caratteristici.
Come comunità di credenti in Cristo vogliamo impegnarci sempre di più a dare il nostro sostegno ai carissimi studenti universitari perché si sentano espressione viva della nostra comunità e nostri concittadini in senso pieno.

Signor Sindaco, distinte autorità, una grande sfida ci attende: «Ricercare il bene di tutti e di ciascuno, affinché si possa arrivare alla costruzione di una buona società e di uno sviluppo umano integrale», come ci esorta il papa Benedetto XVI nella recente enciclica Caritas in veritate.
Osservando la configurazione di questa stupenda piazza, ove campeggia la Fontana maggiore, come centro assiale a cui si coordinano gli imponenti edifici che si susseguono l’un l’altro quasi senza soluzione di continuità, non è facile distinguere, se non per la diversità dei compiti e dei ruoli, una separazione di una zona civile da quella ecclesiale.
Così vollero i nostri padri.
Mi auguro che il popolo perugino – a partire da quanti di noi sono chiamati a responsabilità a servizio della comunità – sappia sempre specchiarsi in questa sintesi ove bellezza e armonia, e quindi concordia, pace e giustizia camminano insieme.
Grazie!

+ Gualtiero Bassetti
Arcivescovo metropolita di Perugia-Città della Pieve