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Doppia mostra di Bachis e Febbraio

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Una prestigiosa sede: la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea. Due mostre, curate dal critico Fabio Migliorati, con il patrocinio dell’assessorato alla cultura del Comune di Arezzo e la Regione Toscana: “RoundTrip: Commedia” di Lidia Bachis e “Passo come un’ombra in un mondo di apparenza” di Pierluigi Febbraio. Rispettivamente al primo e al secondo piano della galleria, sono entrambe gratuite, verranno inaugurate venerdì 31 luglio alle 18,30 e dureranno fino al 13 settembre la prima, al 6 settembre la seconda. Tutti i giorni dalle 10,30 alle 18,30. Lunedì chiuso.
“Un duplice evento articolato su due piani – ha dichiarato l’assessore alla cultura del Comune di Arezzo Camillo Brezzi – nel segno della continuità con un’idea di galleria comunale che sia spazio di qualità intensamente utilizzato, a conferma della nostra città come luogo privilegiato della giovane arte contemporanea. Credo che questo debba offrire una galleria comunale: sempre nuove soluzioni artistiche per permettere al pubblico di confrontare percorsi diversi che, nel caso di Lidia Bachis e Pierluigi Febbraio, passano da rievocazioni dantesche a riflessioni profonde sul senso della vita”.
“RoundTrip: Commedia – ha precisato Lidia Bachis – è un cammino nella cultura contemporanea occidentale, con passo veloce e rumoroso ma con uno sguardo che proviene da un passato lontano e sfrutta la fantasia letteraria di Dante Alighieri. Nel mio viaggio attraverso il Novecento, a differenza di quello trecentesco e ben più illustre di Dante, non do giudizi politici o morali. La mia grande passione per la storia, che sia quella scritti nei libri o cantata dal rock, mi permette di ascoltare l’uomo e di prestare attenzione alle sue intime dinamiche che portano spesso all’impossibilità di distinguere il bene dal male e a trasformare, al contrario, in idoli e icone personaggi ‘negativi’: nel mio roundtrip, nella mia andata e ritorno lungo un secolo, il visitatore troverà Boudelaire e Imelda Marcos, Mussolini e Hitler, Stalin e Mao, Milosevic e Al Capone visti con la lente del mito che portano in sé”.
Il lavoro di Pierluigi Febbraio è invece una sorta di dichiarazione personale nei confronti della vita e del mondo per evitare di smarrire quel rapporto arte/esistenza tanto vero quanto, alla fin fine, bello. Dieci grandi installazioni per una riflessione sull’uomo e la sua precarietà, la sua follia, l’enigma. La ricerca di volti e il desiderio di collezionarli nasce dalla volontà di dialogare con le zone interiori inaccessibili e illuminarle con una fonte di colore che è una luce bianca sempre uguale.
“Proponiamo al pubblico aretino – ha concluso Fabio Migliorati – l’evento dell’estate: due mostre cariche di suggestioni. Lidia Bachis scombinerà le carte popolando i suoi ritratti con santi e diavoli rieletti per l’occasione. Tecnicamente, il tragitto espositivo si compie attraverso tre sezioni disposte in altrettanti ambienti del museo aretino con tavole, tele, carte, un quaderno di appunti, un video, un’installazione luminosa. Una maniera personale di vivere il presente, un azzardo che sfida il modo di leggere canonico della contemporaneità.
L’arte di Febbraio è intimista senza essere lirica. L’identità iconografica è quella svelata dalla nozione di ‘persona’, nella sua genesi etnologica, memoria dell’autore o esperienza di tutti. Per l’occasione, verrà presentato un catalogo che è anche è la prima monografia dell’opera dell’artista, questo atipico esistenzialista, ermeneuta rassegnato come amo definirlo, che non cerca più perfino di capire perché sa che non servirà, eppure va avanti, con innocenza”.