I testi integrali
Come annunciato ieri il Sindaco ha firmato un’ordinanza e presentato un esposto al Procuratore della Repubblica in merito al violento nubifragio che domenica scorsa in località La Chiassa ha saturato la capacità di deflusso del Borro della Peschiera che è esondato, trascinando a valle una grande quantità di fango e detriti ed invadendo le strade, la chiesa e gli edifici posti a valle. Ecco i testi integrali.
L’ordinanza è stata notificata alla ditta esecutrice del manufatto e ai suoi attuali proprietari
Visto che in data 5/07/2009, alle ore 13,30, per circa 40 minuti, si è verificato un violento nubifragio localizzato in loc. La Chiassa che ha saturato la capacità di deflusso del Borro della Peschiera che è esondato, trascinando a valle una grande quantità di fango e detriti ed invadendo le strade, la chiesa e gli edifici posti a valle;
vista la relazione tecnica del direttore dell’Ufficio Sicurezza del lavoro e del Territorio, Ing. Baldini, in data 6/7/2009, dalla quale risulta quanto segue:
– nell’immediatezza dell’evento si sono attivati il Servizio comunale di Protezione civile, i Vigili del Fuoco, le pattuglie della Polizia Municipale che hanno coadiuvato le forze dell’ordine per regolare la viabilità, una squadra di operai comunali che è intervenuta sia con i mezzi propri che con quelli dell’Amministrazione Provinciale per la pulizia delle strade e delle caditoie, una squadra di dieci volontari della Croce Rossa;
– tale evento ha interessato oltre trenta edifici che non hanno comunque riportato danni strutturali, sono stati rimossi circa cento metri cubi di detriti e di fango;
la suddetta via d’acqua, in corrispondenza di una curva, incontra un attraversamento carrabile, posato su due tubi in cemento che restringono per oltre il 60% la sezione idraulica, per cui in caso di analoghi fenomeni atmosferici, permane una grave situazione di pericolo a carico della pubblica incolumità;
per contenere tale pericolo è necessario ripristinare la sezione idraulica originaria; la realizzazione di eventuali attraversamenti dovrà essere tale da non ridurre tale sezione.
ritenuto che, data anche la imprevedibilità degli eventi atmosferici, sussiste l’urgenza di provvedere con estrema celerità, al fine di prevenire ed eliminare un grave pericolo che minaccia l’incolumità pubblica, nel caso si ripetano precipitazioni atmosferiche analoghe a quella del 5/07/2009;
considerato che la grave situazione concreta un interesse pubblico sicuramente prevalente sull’interesse privato; visto l’art. 54 commi 4 e 7 del TUEL 267/2000 e s.m.i.;
ORDINA (alla ditta esecutrice e ai proprietari, ndr)
che provvedano a ripristinare la sezione idraulica originaria del Borro della Peschiera in loc. La Chiassa, mediante la rimozione di tutte le opere costruite sopra il corso d'acqua e la riduzione in pristino stato del corso d'acqua stesso, avendo cura che la realizzazione di eventuali attraversamenti non riduca la sezione idraulica stessa;
che i suddetti lavori siano iniziati immediatamente ed ultimati quanto prima possibile e comunque non oltre 48 ore dalla notifica della presente.
Si avverte che, in caso di inottemperanza nei termini suindicati, si provvederà d’Ufficio a cura e spese degli interessati, oltre che alla applicazione dell’art. 650 del codice penale.
Il testo dell’esposto inviato al Procuratore della Repubblica
Ecc.mo Sig. Procuratore,
Il sottoscritto Avv. Giuseppe Fanfani, in qualità di Sindaco di Arezzo, espone quanto segue.
Ieri, domenica 5 luglio 2009, alle ore 13.30 circa e per 40 minuti si è verificato un violento nubifragio localizzato, che ha saturato la capacità di deflusso del Borro della Peschiera (altrimenti detto dell’Antecchia) in località la Chiassa.
Questa asta idraulica, che risulta classificata come acqua pubblica, è tributaria del torrente Chiassa e, nelle vicinanze della Chiesa in loc. Chiassa, incontra un’opera idraulica costituita da un attraversamento carrabile, realizzato da privati sopra il corso d’acqua, posato su due tubi in cemento, che restringono fortemente la sezione idraulica.
In corrispondenza di tale punto, anche per i detriti che hanno ostruito parzialmente le luci di deflusso, il torrente è esondato, trascinando con violenza, data la forte pendenza del terreno, notevoli quantità di fango e detriti che hanno invaso le strade e sono penetrate nelle chiesa e negli edifici posti a valle, con tiranti idraulici fino a 50 cm.
L’intervento del Comune si è concretizzato come segue:
• Pattuglie P.M. hanno coadiuvato le forze dell’ordine nel regolare la viabilità (ore 15.30)
• Una squadra di operai comunali è intervenuta utilizzando un escavatore, un camion e l’autocarro Canal-jet per la pulizia di strade e caditoie (operatività completa entro ore 16.00)
• E’ intervenuta una squadra di 10 volontari CRI con pale ed una motopompa a sostegno degli interventi dei VV.F.(ore 16.00)
• Un tecnico comunale provvedeva a perimetrare l’area esondata ed a coordinare gli interventi sul posto
• Sono stati richiesti ulteriori pale meccaniche e camion a Provincia per accelerare le operazioni di pulizia strade
Nell’evento risultano coinvolti circa 30 edifici che sono stati invasi da acqua e fango, ma non hanno riportato danni strutturali, sono stati allontanati circa 100 m3 di detriti e fango e la viabilità è stata riaperta entro le ore 22.00.
Attualmente la situazione è ristabilita e permangono solo disagi ai privati che terminano la pulizia dei locali invasi dal fango.
Ingenti i danni materiali a cose ed arredi. Nessun danno, fortunatamente, a persone.
La presenza dei sopra menzionati tubi (detti occhialoni), realizzati per edificare sopra il corso d’acqua un attraversamento dello stesso, restringe per oltre il 60 % la sezione idraulica del torrente, con grosso pericolo per la pubblica incolumità; come risulta dalla relazione dell’ing. Giovanni Baldini.
Per eliminare tale pericolo, con provvedimento in data odierna, ho provveduto ad ordinare l’immediata eliminazione della opera e la rimessa in pristino dell’alveo del corso d’acqua, come da ordinanza che in copia Le allego.
I fatti cui è riferimento risultano dalla relazione Prot. n° 2009/82020/C.06.3/2009 del 6 luglio 2009 del Direttore Ufficio Sicurezza del Lavoro e del Territorio Dott. Ing. Giovanni Baldini, che parimenti si allega.
Ciò premesso, ed essendo ravvisabili nell’evento e nei comportamenti che lo hanno determinato, l’estremo di cui all’art. 449 c.p. (disastro – alluvione – colposo), ho il dovere, ai sensi dell’art. 331 c.p.p di riferire quanto sopra alla S.V.Ill.ma, per quanto di competenza.
Il Comune di Arezzo si riserva ovviamente ogni provvedimento ed azione nell’interesse della collettività.
Resto a disposizione per quanto possa necessitarLe, e La ossequio.