Home Nazionale Ahmadinejad, tra nucleare e Islam la sfida per il secondo mandato

Ahmadinejad, tra nucleare e Islam la sfida per il secondo mandato

0

TEHERAN – Presidente in carica della Repubblica Islamica e candidato al rinnovo del mandato per i prossimi quattro anni, Mahmoud Ahmadinejad rappresenta la seconda generazione filo-conservatrice della classe dirigente dell'Iran post-rivoluzionario. Con la sua condotta politica ha dimostrato devozione ai valori fondanti della Repubblica Islamica e il suo pieno rispetto per la Guida Suprema, l'ayatollah Ali Khamenei. Ahmadinejad ha infatti militato per molti anni nel Corpo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) per poi diventare il sindaco delle citta' nord-occidentali di Maku e Khoi. In seguito, ha avuto occasione di governare la neonata provincia di Ardabil. Nel 2003 e' diventato sindaco di Teheran e nel 2005 presidente della Repubblica.

Al momento della sua elezione, Ahmadinejad rappresentava la scelta migliore del fronte conservatore iraniano, che era principalmente rappresentato dalle seguenti forze politiche: la 'Coalizione per lo sviluppo dell'Iran islamico' (Abadgaran-e Iran-e eslami), la 'Societa' dei fedeli alla rivoluzione islamica' (Jam'iate isargaran enqelabe eslami) e la 'Societa' del clero combattente' (Jame'eye ruhanyate mobarez), tutti partiti impegnati a riconquistare l'esecutivo che per i quattro anni precedenti era stato presieduto dal riformista Mohammad Khatami.

Durante il suo governo, Ahmadinejad e' stato spesso al centro dell'attenzione internazionale per le sue posizioni negazioniste a proposito dell'Olocausto e per la decisione di sviluppare l'energia nucleare. Una azione mantenuta sull'ambiguita': ufficialmente pacifica, ma sostanzialmente incontrollata. Nella politica interna Ahmadinejad ha invece adottato una linea populista, cercando di realizzare le promesse elettorali soprattutto con politiche sociali a sostegno delle classi piu' disagiate, i cosiddetti 'diseredati'.

Sono state, infatti, istituite diverse fondazioni, come quella dell''Imam Reza', con il compito di individuare e assistere i giovani e le famiglie prive di un reddito adeguato. La notevole crescita del tasso d'inflazione e del tasso di disoccupazione, negli ultimi anni, sembra pero' mettere in dubbio che tali obiettivi siano stati raggiunti. Il presidente viene criticato dai suoi avversari proprio per l'inefficienza delle politiche economiche adottate. Il programma elettorale di Ahmadinejad e' simile a quello del 2005: ampliare le politiche sociali in favore delle classi disagiate e colpire i cosiddetti "corrotti del sistema".

Anche nel corso del confronto televisivo del 3 giugno con il riformista Mousavi, Ahmadinejad ha accusato di corruzione diverse personalita' della Repubblica Islamica, tra i quali l'ayatollah Ali Akbar Hashemi Rafsanjani. Il presidente sostiene di voler continuare la sua battaglia per reintrodurre l'etica islamica all'interno dell'amministrazione pubblica e di voler rimuovere i 'furbi' e i 'corrotti' dai loro posti di potere. La sua attenzione e' rivolta anche ai centri rurali, dove gode di un consistente sostegno elettorale: secondo gli ultimi sondaggi, infatti, il 42% della popolazione rurale sarebbe favorevole alla sua rielezione.

La modernizzazione delle infrastrutture e il miglioramento della condizione di vita dei centri rurali sono nelle intenzioni dichiarate di Ahmadinejad. Il programma nucleare e' un altro punto forte del presidente che, gia' nel primo anno del suo mandato, ha adottato la politica della cosiddetta 'nazionalizzazione' di questo tipo di energia, inserendo tra l'altro nel calendario la Giornata nazionale del nucleare. Secondo Ahmadinejad l'energia nucleare e' indispensabile per lo sviluppo industriale del paese. La prosecuzione dello sviluppo nucleare e' uno dei punti fondamentali del suo programma.

L'elettorato di riferimento del presidente, oltre a una vasta parte della popolazione rurale, e' rappresentato dagli ultraconservatori e da una parte rilevante dei neo-conservatori. Ahmadinejad e' infatti sostenuto dai comandanti militari (Guardiani della Rivoluzione e corpi paramilitari) e dai religiosi ultraconservatori, tra i quali spicca l'ayatollah Mesbahe Yazdi. Con il presidente uscente si e' schierata una parte rilevante dei neo-conservatori presenti nella 'Coalizione per lo sviluppo dell'Iran islamico' e la maggioranza dei conservatori di 'prima generazione' riunti nella 'Societa' del clero combattente'.

Al contrario nei suoi confronti e' piuttosto scettica l'altra forza conservatrice, la 'Societa' dei fedeli alla rivoluzione islamica', guidata dall'ex speaker del Parlamento, Ali Akbar Nateq Nuri.

Secondo gli ultimi sondaggi, nei centri urbani il consenso per Ahmadinejad si aggirerebbe sul 30%. La classe media, i giovani, gli studenti, le donne acculturate e gli intellettuali appaiono infatti distanti dal presidente e, in genere, sono schierati o con il riformista Moussavi o con il clericale progressista Mehdi Karroubi. Nonostante l'appoggio rilevante di militari e clero ultraconservatore, il suo indice di gradimento e' inferiore a quello degli anni passati. Questo non gli impedisce di essere, insieme a Mousavi, il protagonista della competizione elettorale.

Articlolo scritto da: Adnkronos/Aki