Il Sindaco Fanfani (nella foto) si rivolge alla Regione Toscana ed alla Asl 8: “riapriamo il confronto sulla riorganizzazione delle chirurgie”. Nella conferenza stampa di questo pomeriggio ha evidenziato che “al problema delle liste di attesa non è detto che ci sia una sola ed unica risposta e cioè quella indicata dalla Asl 8 che comporta disagi per i cittadini di Arezzo. Apriamo un confronto e vediamo se sono possibili altre scelte”. Mettere un cittadino di fronte all’opzione di attendere 2 anni e 8 mesi oppure andare ad operarsi in Valdarno o in Valdichiana non è una scelta.
“La programmazione sanitaria – ha ricordato il Sindaco Fanfani – deve dare risposte che siano compatibili con il territorio e quindi con le esigenze ed i problemi dei cittadini”. Risposte formalmente valide sulla carta rischiano, però, di provocare quello che Fanfani ha definito lo “scardinamento” del rapporto con il territorio. “E Arezzo non può permettersi di aggiungere problema a problema. La crisi economica e finanziaria mina anche la nostra economia. Abbiamo problemi con il Governo centrale sui temi delle infrastrutture, dei trasporti ferroviari, della sicurezza, della finanzia locale. Perfino della scuola. Adesso rischiamo di aggiungere anche quello della sanità”.
Fanfani conferma quindi la richiesta formulata nei giorni scorsi alla Asl 8 con una lettera: sospendere le decisioni sull’organizzazione delle chirurgie ed aprire un tavolo di confronto con le istituzioni locali. “Sono consapevole – ha ammesso il Sindaco di Arezzo – che i miei colleghi del Valdarno e della Valdichiana sono soddisfatti che si arrivi ad una piena utilizzazione delle loro strutture. E conosco quindi il rischio di poter rimanere solo in questo confronto. Ma ritengo di dover tutelare comunque i diritti dei miei concittadini e vorrei invitare tutti, dalla Regione alla Asl agli altri comuni, a fare una seria valutazione sul complesso della sanità provinciale. Ed a porsi la domanda se la mancata valorizzazione della struttura sanitaria aretina sia veramente utile in una prospettiva non di immediato ma di lungo periodo. Il confronto non è quindi solo sulle chirurgie ma sul futuro della sanità provinciale. E quindi sulle scelte di programmazione della Regione Toscana”.