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Barack Obama con la moglie Michelle alla Casa Bianca

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WASHINGTON – Parte con il primo incontro ufficiale tra il presidente uscente George W. Bush e il suo successore Barack Obama il percorso verso la nuova America. Il neo presidente eletto e la moglie Michelle sono stati ricevuti alla Casa Bianca da Bush e dalla first lady Laura. Al centro dei colloqui 'privati', come precisato dalla portavoce della presidenza Dana Perino, ci sono state le procedure di transizione, rapida e piena di novità, in vista dell'insediamento il prossimo 20 gennaio. Ma anche la crisi economica e finanziaria che pesa sugli Stati Uniti, la guerra in Iraq e Afghanistan, la lotta al terrorismo e la questione del clima. Il protocollo dell?incontro prevedeva il saluto dei Bush agli Obama, poi una visita nello studio ovale mentre le due mogli hanno visitato la residenza privata. Il tutto per la durata di poco più di un'ora e mezza.

Nelle ore precedenti il colloquio, lo staff del presidente eletto ha reso noto che per questa settimana non ci saranno annunci sui componenti della futura amministrazione e che Barack Obama non parteciperà al G20 del 14 e 15 novembre, al quale Bush aveva detto di volerlo invitare. Intanto i consiglieri di Barack Obama stanno lavorando a un piano che dovrebbe prevedere il trasferimento negli Stati Uniti di decine, se non di centinaia, di detenuti della base di Guantanamo per essere sottoposti a processo. Lo scrive il sito ?Huffington Post?, secondo cui il presidente manterrebbe così la promessa fatta in campagna elettorale di chiudere il campo di prigionia americano a Cuba, da lui definito ?un capitolo triste nella storia americana?.

Secondo il piano che si sta mettendo a punto – e che potrebbe richiedere la creazione di un nuovo sistema giudiziario, che tenga conto delle peculiarità dei detenuti di Guantanamo, considerati ?combattenti nemici? – alcuni prigionieri verrebbero rilasciati, mentre molti altri verrebbero processati dinanzi a tribunali penali americani. Un terzo gruppo di detenuti – i cui casi sono quelli più complicati da un punto di vista legale – potrebbero comparire dinanzi a corti create apposta, spiegano alcuni consiglieri democratici, per gestire la sicurezza nazionale.