Roma, 27 giu. (Labitalia) – "Ogni previsione economica mostra un quadro peggiore del precedente… che mi mette in crisi, personalmente… non vorrei essere io a portare rogna". Cosi', ironicamente, il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, avvia il suo intervento conclusivo del convegno Csc di presentazione dei dati economici. Per Squinzi, "non possiamo perdere l'opportunita' che questa legislatura, purtroppo avviata con ritardo, ci offre. Non possiamo perdere l'occasione per far lavorare alacremente e serenamente questo governo. Un governo che ha davanti un percorso sicuramente difficile ma rispetto al quale nessuno dovra' mettersi di traverso". "Il senso di responsabilita' – avverte – spesso assente nel passato, e' una leva per la crescita. Dobbiamo guardare all'interesse generale e non ai particolarismi". ''E' necessaria – ha spiegato – una prospettiva di stabilita' di lungo termine del Governo che dia il tempo non solo di tracciare ma anche di poter realizzare un piano strutturale di politiche economiche". "Iniziamo a intravedere – continua – una ripresa ma sara' lenta, perche' l'Italia dovra' fare i conti con il credito scarso, l'alta disoccupazione, tanta capacita' produttiva inutilizzata, una bassa redditivita' delle aziende, e poche risorse nei bilanci delle famiglie". Per Squinzi, dunque, ''servono meno norme, serve far funzionare gli strumenti esistenti e rimuovere gli ostacoli''. Se tutto va bene , ammonisce, ''il Pil a fine 2014 sara' ancora 8 punti sotto quello pre crisi, con 1,8 milioni di posti di lavoro in meno".