Roma, 14 giu. (Labitalia) – "Da parte di tutti i governi europei c'è la consapevolezza che le politiche fiscali e le politiche del lavoro devono essere integrate. E' in questa prospettiva che il vertice di oggi coinvolge i ministri dell'Economia e del Lavoro. La linea comune europea contro la disoccupazione giovanile è delineata dallo Youth Guarantee, il piano di 'Garanzia Giovani' che destina complessivamente 6 miliardi da investire dal 2014 a 2020 per i paesi con una disoccupazione giovanile pari al 25% o maggiore". Così Paolo Reboani, presidente di Italia Lavoro, parla con Labitalia del vertice a 4 che si tiene oggi a Roma per esaminare politiche comuni contro la disoccupazione giovanile. "E' chiaro che condizione necessaria perché le indicazioni dello Youth Guarantee siano realizzate -aggiunge Reboani- è un funzionamento efficiente dei servizi per l'impiego e in questo ambito l'Italia è chiamata a colmare un divario storico che la separa dagli altri paesi europei. L'altra grande linea comune europea è la valorizzazione dell'apprendistato e la Germania, che è depositaria di una tradizione vincente nell'utilizzo di questo strumento, può essere un riferimento".Comunque, assicura l'esperto, "la lotta alla disoccupazione giovanile è un obiettivo di tutti i paesi europei, perché anche Germania e Olanda, che hanno una situazione meno critica dal punto di vista della disoccupazione generale, hanno percentuali di disoccupazione giovanile nettamente più alte di quelle complessive". (Labitalia) – Occorre puntare su politiche attive, strada che, assicura Reboani, il governo Letta ha gia' intrapreso. "La semplificazione dell'apprendistato -evidenzia Reboani- in questo momento di crisi mi sembra importante e fa bene l'attuale governo a pensare all'eliminazione di alcuni vincoli, come l'obbligo di assumereil 30 e il 50% dei precedenti apprendisti".Non solo. "Potenziamento dei tirocini, defiscalizzazione per le assunzioni a tempo indeterminato: mi sembra che -ci tiene a sottolineare Reboani- il governo stia ponendo maggiore attenzione allepolitiche attive e si stia muovendo nella giusta direzione. Lo testimonia anche -conclude- la realizzazione di un sistema di monitoraggio e valutazione dei singoli interventi di politica del lavoro, secondo le migliori pratiche internazionali".