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Reboani, occorre agenzia nazionale su base regionale per centri impiego

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Roma, 14 giu. (Labitalia) – "Nel nostro Paese, a differenza che nei maggiori paesi europei, manca un'agenzia nazionale articolata su base regionale che coordini il funzionamento dei servizi per l'impiego, definisca gli standard delle prestazioni, monitori il funzionamento dei centri e porti avanti il difficile tema delle sinergie con le agenzie private". A dirlo con Labitalia è Paolo Reboani, presidente di Italia Lavoro, che in occasione del vertice a 4 sui temi della lotta alla disoccupazione, parla anche degli strumenti tecnici di cui l'Italia si dove dotare."Italia Lavoro -dice il presidente dell'agenzia tecnica del ministero del Lavoro, candidando la struttura al compito- ha lavorato molto a supporto dei servizi per l'impiego e ha tutte le professionalità per realizzare questo compito in modo efficace". E che i servizi per l'impiego siano centrali nell'applicazione delle politiche, lo ha ricordato anche il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, annunciando "un intervento significativo" proprio sulle strutture di collocamento. Intervento che, per Reboani, fa "riferimento alla necessità di mettere insieme tutti i soggetti che hanno informazioni sul mercato del lavoro". "L'efficacia dei servizi per l'impiego -dice- si misura proprio nel ridurre l'asimmetria informativa tra imprese e lavoratori, offrendo assistenza a chi cerca lavoro". E certamente l'efficacia dei servizi di collocamento non è uguale in tutti i Paesi dell'Unione. Per questo, "un intervento 'significativo' -osserva ancora Reboani- potrebbe voler dire spendere in termini di Pil quanto i maggiori paesi: l'Italia spende l'1,80%, la Germania il 2,28%, la Danimarca il 3,71%". Intanto, "è importante -commenta Reboani- che il governo si stia impegnando con le istituzioni europee affinché i 400 milioni di fondi europei del programma Youth Guarantee siano disponibili prima possibile e investiti proprio per potenziare i centri per l'impiego"."Saranno loro a rendere operativo lo Youth Guarantee, offrendo ai giovani senza lavoro fino a 25 anni di età (per l'Italia la soglia potrebbe essere alzata a 29-30 anni) un'opportunità qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato e tirocinio", conclude Reboani.