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Made in Italy: da Ais appello a comunicare cultura del vino

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Roma, 3 giu. (Labitalia) – Un appello a comunicare la cultura del vino, dalla scuola alla tavola. A lanciarlo imprenditori, giornalisti, scrittori, associazioni di categoria, professionisti e operatori del settore, dai ristoratori agli agenti di commercio, che hanno risposto all'invito rivolto dall'Associazione italiana sommelier (Ais) proprio nella giornata della 15ma edizione dell'Oscar del vino, la cui cerimonia di premiazione si svolgerà stasera, a Roma. La giornata è stata aperta, infatti, dal convegno 'Il vino, arte e cultura made in Italy', con l'obiettivo di sottolineare come la cultura del vino sia l'unico strumento per promuovere, anche dal punto di vista commerciale, quello che è uno dei più preziosi prodotti italiani. Di qui, come ha spiegato Franco Maria Ricci, presidente dell'Ais Roma e della Worldwide sommelier association, aprendo i lavori, l'interrogativo su "quale debba essere l'intervento culturale immediato e di prospettiva per i prossimi anni affinché le vendite del vino di qualità in Italia abiano la giusta soddisfazione". "Siamo oggi più che mai convinti – ha affermato – che la salvezza dalla crisi in Italia possa avvenire soltanto attraverso la conoscenza culturale del vino di qualità".A portare la voce dei professionisti è stato Riccardo Cotarella, presidente dell'Associazione enologi: "Gli enologi sono sempre più – ha detto – comunicatori di passione e di cultura del vino, che è uno dei nostri prodotti più vecchi ma al tempo stesso sempre nuovo". I risvolti più strettamente commerciali sono stati evidenziati da Alberto Mattiacci, ordinario di marketing del vino all'Università 'La Sapienza' di Roma e direttore scientifico di Eurispes: "Il marketing è ciò che dà la forza competitiva alle imprese. Per questo, andrebbe insegnato agli stessi imprenditori, ma anche agli amministratori e ai decision maker". Per Mattiacci, "la battaglia per diffondere la cultura del vino si gioca ormai rispetto alla massa, non rispetto a un'elite che già l'ha acquisita, e la partita si gioca sempre di più sul punto vendita: è lì che si forma il consumatore ed è per questo che è fondamentale il trade marketing". Ha parlato, poi, del ruolo che i sommelier possono svolgere Raffaella Albanese, direttore del dipartimento di Sociologia delle emozioni della Link Campus University: "I sommelier possono contribuire a creare percorsi formativi nelle scuole, collaborando con i Comuni, possono essere usati come tecnici sia nelle amministrazioni sia in sede europea, nell'ambito dei progetti. Per questo, sarebbe importante che si arrivasse a un albo della categoria". Per Roberto Spingardi, direttore generale di Invitalia, "siamo il paese delle eccellenze e dobbiamo recuperare orgoglio e cultura: occorre puntare sulla formazione, a partire dalla scuola, e sul fare sistema". Anche lo scrittore Giovanni Negri ha sottolineato l'esigenza di "insegnare la cultura del vino fin dalla scuola, con una vera e propria materia di insegnamento" e ha proposto "uno spot per fa capire meglio il vino". Il convegno è stato anche l'occasione per presentare il nuovo 'Bibenda executive master', con la testimonianza degli allievi delle edizioni precedenti. Un ambizioso progetto dell'Associazione italiana sommelier nato nel 2012 come evoluzione del precedente 'Master di analisi sensoriale del vino', che a partire dal 2000 ha formato i più grandi esperti e comunicatori del vino in Italia. Il nuovo master rappresenta il corso sul vino più avanzato d'Italia e integra gli aspetti della produzione, degustazione e comunicazione. "Da questo master – ha detto Ricci chiudendo il convegno – usciranno i dirigenti e amministratori delegati delle aziende vitivinicole del domani. Proprio perché il vino è arte e cultura, occorre studiarlo e studiarlo bene. E far crescere centri di cultura del vino come il nostro". La seconda edizione, riservata ai sommelier diplomati Ais o con titolo equipollente, prenderà il via il prossimo 25 settembre.