Roma, 30 mag. (Labitalia) – Nel lavoro parasubordinato si sono persi dal 2007 al 2011 207.881 posti di lavoro, di cui 175 mila solo tra i collaboratori a progetti e nella pubblica amministrazione. Emerge da uno studio dall'Osservatorio lavoro atipico dell'associazione '20 maggio – Tutelare i lavori', effettuato, sulla base dei dati Gestione Separata Inps, da Patrizio Di Nicola (docente all'Università 'La Sapienza' di Sociologia del lavoro).Non si tratta, nella stragrande maggioranza dei casi, di trasformazioni in posti di lavoro stabile o almeno meglio tutelato. Al contrario, questi posti di lavoro, spiega la ricerca, si sono persi verso la disoccupazione, verso l'apertura di partite Iva individuali (confermato dal contemporaneo aumento delle partite Iva iscritte alla stessa Gestione Separata, +59 mila in 5 anni), verso forme di lavoro ancora meno controllate e visibili nelle statistiche come le collaborazioni occasionali con ritenuta d'acconto e, in alcuni settori, la cessione dei diritti d'autore. Da ultimo, probabilmente, una quota di posti scomparsi si sono spostati verso il lavoro nero.L'aggravante di questa enorme perdita di lavoro è che essa ha riguardato lavoratori spesso laureati e più giovani della media dei lavoratori italiani senza che ci fosse nessun ammortizzatore sociale durante tutta la crisi. Ciò stride fortemente, conclude lo studio, se paragonato ai giusti ed enormi sforzi fatti per sostenere il reddito di tutte le altre componenti del lavoro durante gli anni della crisi.
Articlolo scritto da: Adnkronos