Roma, 29 mag. (Labitalia) – Ogni anno, fino al 50% di cibo commestibile viene sprecato nelle case, nei supermercati, nei ristoranti e lungo la catena di approvvigionamento alimentare. Secondo una ricerca del Politecnico di Milano, in Italia sono 6 milioni di tonnellate, pari ad un valore di 12,3 miliardi di Euro, le eccedenze alimentari generate per oltre il 55% dalla filiera agroalimentare e per il restante nell?ambito del consumo domestico. Di queste, quasi il 50% è recuperabile per l?alimentazione umana con relativa facilità ma solo il 6% viene recuperato a fini solidali.A combattere attivamente gli sprechi di cibo è arrivato il progetto 'Pasto buono' realizzato dalla fondazione d'impresa Qui Foundation, attiva nel settore socio-umanitario e negli aiuti alimentari ai bisognosi. Il progetto avviato nel 2007 solo nel 2012 ha recuperato e donato quasi 50 mila pasti. È calcolato che, se tutti i pubblici esercizi (350 mila in Italia), donassero il buon cibo sano invenduto a fine giornata, con una media di pasti invenduti al giorno di 22 pasti (fra self-service, gastronomie, bar e tavole calde) si potrebbero recuperare e donare oltre 7 milioni pasti al dì.Ogni giorno i volontari delle Onlus con cui collabora Pasto Buono, a Genova, Roma e a breve anche a Milano, Palermo e Firenze, ritirano il cibo sano invenduto per distribuirlo alle mense per bisognosi facendo sì che gli sprechi vengano trasformati in risorse a favore di molti. "Un?iniziativa come Pasto Buono è semplice e attivabile subito, in tutta Italia – afferma Gregorio Fogliani, presidente di Qui Foundation – ma per farlo è necessario prima risolvere il blocco legislativo attuale che favorisce chi il cibo lo ha e non chi è in difficoltà, costringendo a gettare il cibo per poi vederlo ritirare dai cassonetti da coloro che potrebbero consumarlo civilmente a tavola. Rassicura e dà ulteriore conferma – conclude Fogliani – quanto espresso dal Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Nunzia De Girolamo, sulle pagine del Corriere della Sera lo scorso 14 maggio, che sottolinea la necessità di affrontare l?argomento 'con il massimo impegno soprattutto in sede comunitaria'". "Anche il ministro -continua Fogliani- pone l?accento sul tema della semplificazione del processo di recupero: "Dobbiamo porci come obiettivo quello di dimezzare gli sprechi ? spiega, ? ottimizzando il ciclo del recupero delle eccedenze attraverso una normativa semplificata" e al contempo "lavorare a una norma che tuteli la salute di chi riceve poi effettivamente gli aiuti".
Articlolo scritto da: Adnkronos