Home Nazionale Atella (Ceis): se non riparte economia impossibile creare posti

Atella (Ceis): se non riparte economia impossibile creare posti

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Roma, 15 mag. (Labitalia) – "E' di oggi la notizia da parte dell'Istat che per il settimo trimestre consecutivo il Pil dell'Italia è negativo e non è quindi un caso che il tasso di disoccupazione in Italia abbia raggiunto livelli insostenibili. In questi giorni si sta discutendo molto di politiche del lavoro, sapendo che sono due i due fronti problematici su cui intervenire: da una parte, la necessità di incrementare i posti di lavoro al fine di abbassare il tasso di disoccupazione; dall'altra, la revisione del sistema del welfare per offrire maggiori garanzie a chi resta fuori dal mercato". Lo dichiara a Labitalia Vincenzo Atella, direttore Ceis Tor Vergata.
Tuttavia, aggiunge Atella, "senza far ripartire la nostra economia non è possibile creare nuovi posti di lavoro e, a quel punto, non esiste politica del lavoro capace di risolvere i nostri problemi in modo strutturale". "Occorre risolvere da subito il problema congiunturale dando una spinta all'economia con una forte iniezione di liquidità che può arrivare dal pagamento dei debiti della pubblica amministrazione e dalla ripresa del credito a imprese e famiglie", sottolinea Atella, precisando che, allo stesso tempo, "urgono riforme strutturali". "Occorre investire in quei settori cruciali per il paese -spiega Atella- come cultura e istruzione in primis, riavviare le politiche industriali nei settori strategici, riformare il sistema del welfare e ridisegnare completamente il livello di progressività complessiva del sistema di tassazione, aprire il nostro Paese di più alla concorrenza". "E' inutile chiedere al ministro Giovannini di fare i miracoli per aumentare l'occupazione -conclude Atella- se il disegno delle politiche del lavoro è fatto al di fuori di una visione strategica di questo tipo. Interventi come quello della staffetta generazionale di cui si parla in questi giorni potrebbero diventare un'operazione sterile se non esiste domanda di lavoro: si rischia solo di bruciare le poche scarse risorse finanziarie di cui disponiamo".

Articlolo scritto da: Adnkronos