Roma, 15 mag. (Labitalia) – "Noi siamo convinti, e lo abbiamo detto più volte, che serva per la cassa integrazione in deroga una soluzione definitiva, e subito, per coprire i residui del 2012 e garantire la piena copertura per il 2013. Abbiamo già detto che, facendo una stima prudenziale, oltre alle risorse già attivate, servono due miliardi di euro". Così Gianfranco Simoncini, coordinatore della commissione Lavoro per la Conferenza delle Regioni e assessore alle Attività produttive, Lavoro e Formazione della Regione Toscana, commenta, con Labitalia, le ipotesi sul decreto per il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga allo studio del governo. E Simoncini ricorda che non c'è più tempo da perdere. "Serve un intervento immediato -spiega- perchè già ora 8 Regioni non stanno più autorizzando la cassa in deroga. Noi in regione Toscana ormai dall'11 aprile riceviamo le pratiche ma non autorizziamo perchè abbiamo finito i fondi, anche 16 milioni inseriti a bilancio dello Stato ma non ancora assegnati". Simoncini apre comunque uno spiraglio nelle richieste delle Regioni. "Per noi -sottolinea- serve una risposta definitiva, ma se per qualche motivo il governo in questo momento può dare solo un primo intervento va bene, basta che si sottolinei che è il primo. E poi si deve sapere -conclude- che con uno stanziamento al di sotto del miliardo di euro si va avanti poco, al massimo due mesi". E Simoncini è intervenuto anche sul tema delle province: "dal 1° gennaio 2014 secondo la legislazione attuale, e cioè il 'Salva-Italia' del governo Monti, le Province non avranno più competenze sui centri per l'impiego. Dobbiamo sapere come si gestirà questa situazione, è necessario avere certezze". Per Simoncini, sapere come verranno riorganizzate le competenze in materia di lavoro attualmente in capo alle Province è fondamentale. "Anche perchè dopo questa data -spiega Simoncini- si porrà il problema delle risorse per il funzionamento dei centri per l'impiego, visto che nella maggior parte dei casi le Province utilizzano fondi europei Fse e quelle del nuovo programma Fse 2014-2020 non saranno disponibili se non per la metà del 2014". Le Regioni una soluzione l'hanno già proposta al precedente governo e contano di ribadirla all'esecutivo Letta: "Avevamo già posto il problema al ministro Barca -conclude Simoncini- spiegando che, visto che i progetti europei sono confinanziati solitamente per il 50% dall'Europa e per la restante quota dallo Stato e dalle Regioni, si potrebbero anticipare queste somme in modo tale da garantire il funzionamento dei servizi fino all'arrivo dei fondi europei".
Articlolo scritto da: Adnkronos