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La quadreria comunale: un tesoro da riscoprire

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La quadreria comunale: un tesoro da riscoprire

AREZZO – Il Palazzo Comunale torna ad essere una piccola galleria d’arte. Rientrano, infatti, otto dipinti restaurati: tre sono già al loro posto nell’aula consiliare e gli altri abbelliranno le pareti di alcuni corridoi che saranno, così, anche percorsi d’arte.
“Presenteremo ufficialmente le opere restaurate venerdì prossimo – ha annunciato stamani l’assessore alla cultura, Camillo Brezzi. Un lavoro per il quale ringraziamo le restauratrici del Consorzio Ricerca e l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze che si è fatto carico del necessario investimento”. La Fondazione ha infatti erogato un contribuito di 40.000 euro. “Un segnale – ha affermato il suo rappresentante, architetto Cantucci – dell’attenzione che la Fondazione dedica ad Arezzo, la “sua” seconda città in Toscana dopo Firenze. La quadreria meritava tutta la nostra attenzione”.
Particolarmente soddisfatto del lavoro, il Presidente del Consiglio Giuseppe Caroti che “ritrova” i dipinti che storicamente hanno adornato la sala consiliare e che “adesso torna al suo originario splendore”.
Il restauro è stato condotto dal Consorzio Ricerca. Tre professioniste (Isabella Droandi, Marzia Benini e Paola Baldetti) che si sono formate in un corso promosso a suo tempo dagli enti locali e poi sostenuto dal Comune di Arezzo. Dal 1983 il patrimonio artistico costituito dalla quadreria comunale è stato oggetto di vari interventi di restauro. La collezione è formata da ritratti di aretini illustri per un totale di trenta dipinti conservati nelle sale del Palazzo Comunale, autentiche immagini di storia cittadina riletta attraverso questi personaggi, siano essi stati scienziati, letterati, giuristi, politici o militari. La memoria di sé e delle loro gesta, compiute in patria o lontano da Arezzo, venne affidata a pittori aretini tra i più illustri come Giorgio Vasari e Bernardino Santini e a pittori di scuola toscana del Cinque-Seicento.
I dipinti restaurati dal consorzio “Ricerca” durante questo ultimo intervento grazie al contributo dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze sono 8:
– Ritratto di Francesco Albergotti, olio su tela di Bernardino Santini della metà del XVII secolo;
– Madonna col bambino tra i santi Giovanni Battista e Donato, dipinto su tavola centinato del XVI secolo;
– un olio su tavola degli inizi del XVI secolo;
– Ritratto di Pietro Guelfo Camaiani, olio su tela di Giovanni Cimica degli ultimi decenni del XVIII secolo;
– Ritratto di Antonio Roselli, olio su tela di ambito toscano del XVII secolo;
– Ritratto di Boso Umbertini, olio su tela di Bernardino Santini della metà del XVII secolo;
– Ritratto di Federico Barbolani, olio su tela attribuito ad Angiolo Battista Ricci degli ultimi decenni del XVIII secolo;
– Ritratto di Francesco Redi, olio su tela di Justus Sustermans della seconda metà del XVII secolo;
– Ritratto di Benedetto Accolti, olio su tela di Bernardino Santini della metà del XVII secolo.
Queste 8 opere andranno a fare parte di un percorso che si articolerà tra il corridoio dove è collocato l’ufficio del Sindaco, a primo piano di Palazzo Comunale, l’antisala del Consiglio Comunale e l’aula consiliare stessa. La nuova ubicazione dei quadri sarà integrata con lo spostamento della colonna sormontata dal busto del Fossombroni al centro della piccola parete di fronte al portale d’ingresso dell’antisala del Consiglio e dallo spostamento del busto del Pontenani e del busto di Michelangelo, che sono di uguale altezza, al principio del corridoio dove inizia il percorso suddetto.