Nonostante tutto la Provincia c’è e continua a svolgere il proprio ruolo utile per il territorio. Si potrebbe sintetizzare così l’intervento in Consiglio Provinciale del Presidente Vasai sullo stato di attuazione dei programmi e sulle variazioni di bilancio, atti poi approvati dalla maggioranza. “L’estate 2012 è stata caratterizzata dal varo del decreto sulla spending review – ha spiegato Vasai – che ha effetti assai pesanti sulle Province, per due distinte ragioni. La prima è conseguenza diretta dei tagli decisi ai trasferimenti, scaricati in modo inaccettabile sul sistema degli enti locali, con le Province costrette a sopportare, percentualmente, il peso maggiore. Oltre a ciò, il Decreto interviene in modo rilevante anche sulla materia ordinamentale, in particolar modo con riguardo alle Province, oggetto di una operazione di riordino senza precedenti nella loro storia. In conseguenza di ciò, le nuove Province della Toscana rischiano di nascere da uno scontro, anziché da un incontro. Per questo motivo abbiamo deciso di portare alle estreme conseguenze la nostra battaglia, per impedire che sia cancellata una Provincia con 200 anni di storia. I fatti di questi ultimi giorni ci hanno confermato – ha proseguito Vasai – che ormai tutte le istituzioni toscane riconoscono la piena legittimità delle nostre aspirazioni e la prospettiva che si va facendo strada è quella che la Toscana, al di là delle prime tabelle diffuse dal Ministero, possa legittimamente chiedere che la Provincia di Arezzo si veda riconosciuto ciò che sta scritto nei numeri”. Ma i problemi non finiscono qui. “ I gravi tagli ai trasferimenti che sono stati decisi vanno nella direzione della diminuzione della spesa pubblica e la direzione è quella giusta – ha spiegato Vasai – ma sono inaccettabili il metodo e la qualità delle scelte fatte. Tagli come quelli decisi dal Governo, come abbiamo dimostrato nel mese di luglio attraverso la relazione presentata al Consiglio provinciale dall’assessore al Bilancio, sono del tutto insostenibili. Come si può pensare che una Provincia come quella di Arezzo, che ha dovuto approvare a maggio un bilancio con 10 milioni di euro di tagli, possa sopportare un taglio di altri 4.5 milioni già entro l’anno in corso e di altri 9 milioni l’anno prossimo? Nonostante tutto – ha concluso Vasai – i cantieri aperti non si sono fermati, l’azione anticrisi è andata avanti, la manutenzione di scuole e strade è stata garantita. Non vorrei, però, che questo inducesse a pensare che gli allarmi che abbiamo fatto risuonare negli scorsi mesi fossero falsi o esagerati. La situazione si sta rapidamente deteriorando e solo la buona gestione degli scorsi anni, la solidità dei nostri bilanci e il grande impegno del nostro personale, ci hanno consentito di riuscire ancora a limitare al massimo le conseguenze della situazione sui cittadini. Ma ora siamo davvero arrivati al limite della sopportazione. Quelli che abbiamo dinanzi saranno quindi mesi di straordinaria importanza per Arezzo e per la sua comunità provinciale”, ha concluso Vasai. E' stato poi il ragioniere capo dell'Ente, la dottoressa Roberta Gallorini, a illustrare l'operazione con la quale il bilancio è stato messo in sicurezza tramite l'avanzo di amministrazione dell'esercizio precedente. Il dibattito consiliare è stato aperto dal consigliere del Pdl Vittorio Mazzoni: “la verifica degli equilibri di bilancio è tecnicamente ineccepibile, mentre la ricognizione sull'attività realizzata rispetto a quanto programmato mette in evidenza l'incapacità di dare risposte adeguate al sistema Arezzo – ha affermato Mazzoni. Nella relazione del Presidente Vasai c'è solo una ricerca di giustificazioni a queste mancate risposte, e se ci fosse stata una vera gestione virtuosa, come affermato dal Presidente, non ci si troverebbe oggi in questa situazione. Per queste ragioni esprimiamo il nostro voto contrario”. Il capogruppo dell'Udc Simon Pietro Palazzo ha definito la relazione del Presidente “un copia-incolla, con argomentazioni che sono sempre le stesse. Il mio voto è negativo, perché personalmente avrei fatto altre scelte, ma sottolineo però con piacere la politica di dismissione delle partecipate, anche se si arriva per necessità e non per convinzione”. Per il consigliere del Pd Valerio Menchiari “la Provincia negli anni scorsi ha fatto quello che le condizioni permettevano, con opere assolutamente necessarie al territorio che non erano mai state realizzate nella precedente gestione Anas ed imprimendo una svolta sulla quale i cittadini ci giudicheranno. Oggi non si può fare retromarcia quando il treno è partito. La nostra è una provincia virtuosa, siamo stati parsimoniosi e l'avanzo di amministrazione ci torna utile per mantenere l'equilibrio di bilancio”. Per il capogruppo di SeL Alessandra Landucci “le Province non hanno vita facile, e tutto è collegato al progetto di riordino di questi enti. Ci sono state a livello nazionale scelte che io reputo scellerate per ridurre il deficit dello stato, e la volontà politica evidente è quella di razziare gli enti locali per risanare un debito che certamente gli enti locali virtuosi come il nostro non hanno causato”. Il capogruppo dell'Idv Sara Boncompagni ha affermato che “c'è da fare un plauso alla nostra struttura tecnica, all'Assessore al bilancio e alla Giunta. Ricordiamoci che ci sono Province che non hanno, ad oggi, un bilancio approvato e riuscire a mettersi in sicurezza è il massimo che possiamo fare, augurandoci che nei prossimi mesi ci siano novità positive”. Il capogruppo della FdS Alfio Nicotra ha sottolineato che “i tagli che si sono susseguiti e la decisione di eliminare, di fatto, un ente previsto dalla costituzione con legge ordinaria non può che alimentare questa situazione. Siamo però di fronte oggi a un comprensorio produttivo che sta chiudendo, con le principali aziende in difficoltà, e noi discutiamo del capoluogo della nuova provincia”. Martina Mansueto, dei Democratici per Cambiare, ha annunciato il voto positivo del gruppo: “comprendiamo le difficoltà che la Provincia sta affrontando e ci rendiamo conto del lavoro svolto per ovviare a queste difficoltà. Dietro questi adempimenti tecnici ci sono però delle scelte politiche, in particolare quella sulla partecipazione alla costruzione della torretta del Centro Affari che non riteniamo opportuna”. Nelle sue conclusioni il Presidente Vasai ha replicato che “le scelte dell'attuale amministrazione per quanto riguarda le opere pubbliche, purtroppo per noi e per i nostri cittadini, sono quasi nulle. Stiamo portando avanti le opere iniziate, come in un paese civile si deve fare, e su questo abbiamo messo tutte le nostre risorse. Quello che oggi appare chiaro è che se non avessimo avuto una solidità finanziaria i nostri bilanci sarebbero già saltati in aria”. I due atti di bilancio sono stati approvati con 18 voti favorevoli e 7 contrari.