Unanimità del consiglio provinciale sul documento di sostegno alla battaglia per il riconoscimento di Arezzo come Provincia autonoma nell'ambito del riordino stabilito dalla legge 135 del 7 agosto. Prima della votazione del documento sono intervenuti: il capogruppo del Pdl Lucia Tanti, che ha affermato che l'autonomia è l'unica strada e che dare indicazione ai nostri eletti, come fa l'ordine del giorno, è un fatto particolarmente significativo; il consigliere del Pd Mauro Cantelli, che ha dato atto al Presidente Vasai dell'impegno che ha profuso in questa vicenda, che conferma la moralità e la qualità dell'uomo; il consigliere del Pdl Pier Luigi Rossi, per il quale l'area vasta è un livello amministrativo che non può diventare istituzionale; il capogruppo dell'Udc Simon Pietro Palazzo, che ha affermato che si devono difendere gli interessi del territorio, giustificati dalla legge, anche se in contrasto con le proprie parti politiche; il capogruppo della FdS Alfio Nicotra, che ha proposto di inserire nel documento una parte riguardante i lavoratori dell'ente; il consigliere del Pd Simone Pellegrini, per il quale la consapevolezza dell'importanza della salvaguardia della Provincia è cresciuta nel tempo nelle istituzioni, tra le forze politiche e nelle categorie economiche; il capogruppo di SeL Alessandra Landucci, che ha auspicato che Arezzo rimanga una provincia autonoma ritenendo l'area vasta la peggiore delle ipotesi; il capogruppo dei Democratici per Cambiare Michele Del Bolgia, che ha sostenuto l'importanza di agire sui veri costi della politica, dei quali tanto si parla e niente si fa; il consigliere del Pd Valerio Menchiari che ha definito decisiva la riunione della direzione provinciale del Pd con il Presidente della Regione Rossi, che ha rappresentato la vera svolta. Nel documento approvato, con la modifica proposta dal consigliere Nicotra, il consiglio provinciale, preso atto che la Corte Costituzionale si esprimerà in novembre rispetto alla costituzionalità di alcune disposizioni presenti nelle leggi che interessano il riordino delle Province; premesso che dopo la pubblicazione della legge n. 135 del 7 Agosto 2012 in materia di spending review, si è aperta una fase di straordinaria importanza per le istituzioni locali del nostro paese; preso atto della proposta della Regione Toscana, relativamente ad un assetto che prevede l’unione delle Province di Arezzo, Grosseto e Siena in un'unica macro Provincia; dato che tra le tre Province Arezzo è l’unica a presentare i requisiti di territorio e di popolazione alla data del 30 giugno 2012, così come certificato dalla Prefettura di Arezzo, che le consentono di mantenere la propria autonomia ad ogni effetto con Arezzo capoluogo; dato atto che a sostegno della volontà e dei mandati espressi con il presente atto è stato adottato sia l’atto di indirizzo da parte del Consiglio Comunale di Arezzo , che un documento sottoscritto dal Presidente della Provincia di Arezzo, dal Sindaco della città di Arezzo e dal Presidente della Camera di Commercio; ribadita la piena solidarietà del consiglio provinciale nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici della Provincia di Arezzo il cui posto di lavoro deve essere tutelato e la cui professionalità a servizio della nostra comunità non può andare dispersa. Premesso tutto quanto sopra afferma, alla luce del quadro normativo ad oggi vigente, il diritto della comunità aretina di mantenere la Provincia autonoma e, laddove si decidesse di istituire una forma più ampia, che Arezzo mantenga la qualifica di Capoluogo di Provincia. Impegna infine i Consiglieri Regionali e i parlamentari aretini a farsi promotori di una iniziativa tesa ad ottenere la modifica del co. 2° dell’art. 17 della L. 135/2012, in modo tale da affermare il diritto della Provincia di Arezzo a veder riconosciuta l’esistenza attuale del requisito della popolazione esistente; i componenti aretini del Consiglio delle Autonomie locali e i Consiglieri Regionali a far sì che nel successivo percorso della ipotesi di riordino, che dovrà essere deliberata dal CAL e poi fatto proprio dalla Regione, a far valere e pesare le ragioni del territorio aretino. Chiede infine ai Consiglieri Regionali e ai Parlamentari di votare esplicitamente a favore di provvedimenti che vedano la Provincia di Arezzo riconosciuta come avente diritto all’autonomia o, in alternativa, riconosciuta come capoluogo di una aggregazione più ampia tra le Province.