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Collezione Oro d’Autore, Arezzo Fiere e Congressi

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…“La ragion d’essere del gioiello -e dell’ornamento corporeo in generale- è molto più complessa, più profonda e motivata. È ben noto che l’uomo- sin dai primordi della sua apparizione sulla terra- ha sempre avvertito il bisogno, l’urgenza addirittura, di adornare il proprio corpo; non solo, ma di rivestirlo, più ancora che di abiti, di “segni”, di amuleti, di emblemi: in una parola di elementi che aggiungessero alla mera corporeità dei valori magici, mitici, simbolici.
Questo impulso prepotente a modificare il proprio corpo con l’aggiunta di qualcosa che lo “sublimasse”- e che poteva essere costituito da un tatuaggio come da un trofeo di penne, da un orecchino come da un pendaglio inserito nelle narici- è quello che troviamo espresso in un modo ancora oggi esemplare nel gioiello, e nelle infinite varietà dello stesso.
Prima ancora, dunque, del suo valore economico dovuto al metallo o alle pietre preziose è il valore mitico e simbolico quello che sta alla base d’ogni ornamento corporeo umano.
… Ecco, allora, perché un’arte come quella orafa non può scomparire ed è destinata a rinnovarsi periodicamente assumendo di volta in volta particolari connotazioni.
… Ed è qui che occorre dar atto dell’opportunità da parte di Arezzo di promuovere la progettazione e la realizzazione di gioielli dovuti all’intervento e alla cooperazione dei migliori artisti italiani, estendendo l’invito non solo agli specialisti del settore ma anche a quegli scultori, pittori, architetti, designer, la cui opera si presta meglio a “sposarsi” con la progettazione del gioiello. Basterebbe a questo punto, citare alcuni esempi tra quelli presentati per rendersi conto della varietà e della molteplicità degli interventi, e soprattutto per rendersi conto come il gioiello costituisca una sorta di prolungamento e di estensione estetica di quella che è l’opera maggiore d’ogni artista; sicché le caratteristiche “stilistiche” dello stesso molto spesso trovano, nel gioiello, la loro più fantasiosa esemplificazione.
… Rimane il fatto, in definitiva, che questa vasta rassegna ci consente di constatare una notevole capacità inventiva- oltre che tecnica- negli artisti presenti, al di là di quelle che sono le tendenze usuali seguite nelle loro consuete opere di scultura, pittura o architettura. Il che ci fa bene sperare per gli sviluppi futuri- se non delle “arti maggiori”, oggi in una fase di pericolosa stasi- per lo meno di quelle legate all’artigianato e al design ornamentale; forse proprio a dimostrare che, quando la “funzione” d’un oggetto si lega alla carica fantastica che lo determina, l’artista riesce, meglio che nell’opera esclusivamente “gratuita”, a trovare il giusto sentiero della sua ispirazione.”
Arezzo, 6 giugno 2012