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Tornano le sbarre agli accessi dei parcheggi attorno all’ospedale

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Tornano le sbarre agli accessi dei parcheggi attorno all’ospedale

Durante la costruzione del nuovo parcheggio multipiano adiacente all’Ospedale San Donato, le aree di pertinenza sanitaria attorno all’ospedale stesso sono rimaste a disposizione di tutti, con poche regole e per questo spesso anche con qualche disagi che si è creato specie per i mezzi strettamente sanitari.
Adesso, con l’apertura del grande parcheggio gestito da Atam, l’Azienda sanitaria rimette ordine nelle proprie aree di sosta attorno all’ospedale, riscrivendo nel dettaglio le regole di comportamento sia dei propri dipendenti, che dei cittadini che hanno particolari necessità di accesso e delle aziende che operano per conto della Asl stessa.

Il provvedimento scatta da lunedì 26 marzo.
I parcheggi sono stati classificati in cinque macroaeree, e le modalità di accesso sono state sudiate nel dettaglio per regolare al meglio la movimentazione dei mezzi.

Chi conosce l’area ospedaliera comprenderà facilmente la strutturazione di queste aree, che comunque saranno tutte contraddistinte da apposita cartellonistica e indicazioni sulle modalità di accesso.

L’area 1 è quella del parcheggio Toscanelli (con 150 posti auto), che si trova fra il presidio ospedaliero e la direzione della Asl: è riservato ai dipendenti e ai collaboratori autorizzati, che entreranno e usciranno solo con il badge aziendale. L’area è chiusa da una sbarra automatica.

L’area 2 è quella dell’anello esterno all’ospedale (220 posti auto di cui 15 per disabili e 10 per mezzi di soccorso), con ingresso in via De Gasperi e uscita in via Laschi, proprio di fianco al nuovo parcheggio multipiano e comprende anche le aree limitrofe al Centro Oncologico, all’asilo, al Centro ausili e centro didattico formativo, e al consultorio, praticamente nella parte a sud del Pionta. Anche in questo caso c’è una sbarra automatica e l’ingresso è consentito solo agli autorizzati muniti di badge aziendale o altri dispositivi forniti appositamente, anche in modo temporaneo. Per uscire la modalità sarà analoga all’ingresso.

L’area 3 è quella del Pronto soccorso, con ingresso da via De Gasperi, i due vialetti affiancati che costeggiano la centrale 118 e la piccola rotatoria di fronte all’ingresso del pronto soccorso stesso. Qui l’accesso sarà consentito solo ed esclusivamente ai mezzi di soccorso, alle forze dell’ordine e a chi accompagna un paziente al pronto soccorso con mezzi propri. Questi ultimi non potranno però assolutamente sostare in questa area e, una volta lasciato il paziente che accompagnano, devono portare fuori la propria auto.

L’area 4 è quella al piano più basso, nell’anello interno dell’ospedale. La sbarra di accesso, sempre in via De Gasperi, è gestita direttamente dagli operatori della portineria. L’area è riservata agli utenti autorizzati (dializzati, donatori di sangue, parenti di pazienti in dimissione, ecc.), alle forze dell’ordine ed alle ditte autorizzate dotate di mezzo di trasporto identificabile.

Infine l’area 5, accanto al centro oncologico (30 posti auto), munita di una apposita sbarra e recintata, è riservata ai pazienti del Centro Oncologico stesso che provvederà nell’ambito delle terapie a dare le apposite autorizzazioni per l’accesso.

Gli utenti disabili, esibendo lo specifico tesserino, avranno libero accesso a tutte le aree ospedaliere.

Con lunedì prossimo, quindi, si tornerà attorno al San Donato a quell’utilizzo giusto e dignitoso che si addice ad una area di natura ospedaliera. Finita l’emergenza, questa è anche l’occasione per ridurre quanto più possibile il traffico incoerente e inappropriato, che oltre al caos provoca anche inquinamento, senza creare disagi a chi davvero ha necessità di arrivare con i propri mezzi fino a ridosso dell’ospedale e delle strutture limitrofe.
Come detto i provvedimenti scattano da lunedì, e non è da escludere che nei primi giorni si possano creare disagi o incomprensioni, ma l’Azienda è convinta che si debbano gestire queste aree in funzione esclusiva del buon funzionamento dell’ospedale e dei suoi utenti più deboli.