Erano presenti gli amici di sempre, ma anche il fratello e la moglie di Stefano Marrini che lo hanno accompagnato nell’avventura in Sudamerica. Sabato scorso i locali dei “Festieri” di Cesa Stefano ha ricevuto l’abbraccio del proprio paese al rientro dalla 33° edizione della Dakar. Un susseguirsi di abbracci e soprattutto di domande sul percorso che ha attraversato Argentina, Cile e Perù.
“È stata un’esperienza positiva – ha raccontato Stefano. L’auto non era performante come avrei voluto però credo che alla fine abbiamo disputato un’ottima corsa considerando il fatto che questa era la nostra prima partecipazione alla Dakar”. È mancato alla fine il traguardo finale, negato dai problemi del Mitsubishi del driver aretino. “Il rapporto instaurato con gli altri componenti del mio team è qualcosa di unico – prosegue il pilota aretino. Credo sia un segnale positivo anche per il futuro”. Non è un segreto: la Dakar ha fatto breccia nel cuore di Stefano come lui stesso spiega. “Quando sei impegnato in gara, sommerso dalla sabbia oppure nei momenti in cui sei costretto a fermarti per liberare le ruote dal fesh fesh non puoi non odiare la Dakar – spiega Marrini. Poi però quando torni a casa non vedi l’ora di ripartire e affrontare per vivere nuovamente questa avventura”.
Alla festa, organizzata dagli amici di Stefano, ha preso parte anche il sindaco di Marciano della Chiana, Stefano Barbagli che si è complimentato con il pilota aretino omaggiandolo con una targa e una medaglia.