Arezzo – I dati parlano da soli: in Italia in due anni la crisi ha bruciato 300 mila posti di lavoro nell’edilizia e nei settori connessi. “Le costruzioni, sono da sempre il settore anticiclico – afferma Gilberto Pittarello Segretario Generale della Filca Cisl di Arezzo e responsabile provinciale della categoria degli edili – ma purtroppo chi governa non ha deciso per investimenti seri”. Oltre alla drammatica situazione occupazionale, la crisi costituisce oggi un fattore di rischio pericoloso sul fronte della regolarità. “In una fase come questa, caratterizzata da una carenza di liquidità, il rischio di una forte infiltrazione delle organizzazioni malavitose nelle imprese è molto alto”. Due sono le voci presenti in edilizia che non temono la crisi e fanno registrare segni più che positivi: il lavoro nero ed i falsi lavoratori autonomi. “Il tasso di lavoro irregolare – ribadisce Pittarello – è tornato a crescere, portandosi nel 2010 al 10,5% , inoltre vi è stato un aumento considerevole dei lavoratori autonomi a fronte di un deciso calo dei dipendenti, così come la trasformazione di numerose aziende in cooperative tra ex lavoratori, diventati soci artigiani”. E’ un dato che preoccupa, perché in realtà si tratta spesso di lavoratori subordinati costretti a diventare falsi autonomi sotto il ricatto dei datori di lavoro, che in questo modo risparmiano sui contributi. Un fenomeno che ha portato la Filca Cisl a chiedere da tempo la parificazione delle aliquote contributive tra il lavoro autonomo e quello dipendente. Per il settore quindi sono momenti cruciali. Le Parti Sociali, infatti, presenteranno nei prossimi giorni al Ministero del Lavoro l’Avviso Comune sulla patente a punti per le imprese. “Per rilanciare questo settore – conclude Pittarello – oltre a combattere il lavoro sommerso, si deve innanzitutto alleggerire il patto di stabilità ed incentivare il recupero edilizio finalizzato al risparmio energetico, potenziando il sistema degli incentivi fiscali. Questo produrrebbe molto più effetti del piano casa e premierebbe le imprese regolari”.