Arezzo – Josef Scheungraber, l'ex ufficiale degli alpini tedeschi, oggi 93enne, che nel 2009 era stato condannato all'ergastolo per il massacro di Falzano di Cortona avvenuto nel 1944, non finirà dietro alle sbarre a causa delle sue cattive condizioni mentali: a dichiararlo è stato oggi all'agenzia Reuters il suo legale, Gunter Widmaier, anche se al momento la portavoce della Procura di Monaco di Baviera, Barbara Stockinger, ha dichiarato che non è stata ancora presa una ''decisione definitiva''. Intanto nel novembre dell'anno scorso la giustizia tedesca aveva respinto il ricorso di Scheungraber, al quale era stata inflitta una condanna al carcere a vita l'11 agosto 2009 dal tribunale di Monaco di Baviera, ripetendo quanto aveva già fatto il Tribunale militare di La Spezia nel 2006.
La vicenda di Falzano è una delle pagine più tristi della seconda guerra mondiale nella nostra provincia. Il 24 giugno del 1944 un gruppo di partigiani attaccò soldati tedeschi che avevano appena effettuato requisizioni in una fattoria: morirono due soldati ed uno rimase ferito ad un braccio riuscendo a raggiungere i commilitoni. La rappresaglia fu immediata. Tra il 26 ed il 27 giugno vennero amma zzati 4 civili mentre altri 11 vennero chiusi in un'abitazione che fu fatta poi saltare in aria. Tra questi ci fu però un supestite, Dino Massetti, allora 15enne, che ha testimoniato al processo. A quel punto, scatto' la rappresaglia: tra il 26 e il 27 giugno quattro civili, tra cui una donna anziana, vennero uccisi e altri 11 vennero arrestati e rinchiusi in una casa, che venne fatta saltare in aria. Solo uno si salvo', Gino Massetti, che allora aveva 15 anni e che ha testimoniato al processo. Scheungraber, che ha sempre respinto le accuse, è stato riconosciuto responsabile di avere ordinato la strage per rappresaglia contro l'agguato dei partigiani alle truppe del Terzo Reich. Secondo il legale dell'ex ufficiale il tribunale ha accordato di evitare la prigione al 93enne poichè le sue condizioni mentali sarebbero peggiorate.