Milano, 6 ott. (AdnKronos) – La lettera della Commissione europea che chiede al governo di correggere il Def per rispettare le regole e le raccomandazioni dell’Unione europea “non è preoccupante” e “non ha conseguenze reali”. La Commissione Ue sa che la manovra sarà definita dal Parlamento e che c’è tempo per rimediare alle deviazioni sul deficit proposte dal governo italiano. L’esecutivo, in ogni caso, deve temere più i mercati finanziari che non l’Unione europea. E’ il quadro delineato da Matthias Kullas, capo della divisione di politica economica e fiscale del think tank tedesco Cep, il Centrum für Europäische Politik.
La Commissione Ue, nel peggiore dei casi, può aprire una procedura d’infrazione per deficit eccessivo, mentre i mercati possono scatenare turbolenze di portata ben più ampia di quelle della crisi greca. Uno scenario che costringerebbe l’Esm, il fondo salva-Stati, a intervenire e l’Italia a tagliare drasticamente il proprio bilancio statale. La priorità dell’Italia, spiega Kullas intervistato dall’Adnkronos, è la riduzione del suo debito pubblico, aumentando la produttività e favorendo gli investimenti piuttosto che i consumi, con misure come il reddito di cittadinanza.
Il problema è che l’attuale governo, con il rialzo del deficit al 2,4% nel 2019 secondo la nota di aggiornamento al Def, sembra prendere un’altra strada e puntare allo scontro con l’Unione europea. Tanto che i commissari economici della Commissione, Valdis Dombrovkis e Pierre Moscovici, nella loro lettera hanno richiamato l’esecutivo italiano al rispetto delle regole europee e delle raccomandazioni del Consiglio Ue. Ma, rassicura Kullas, questa lettera, un primo avvertimento all’Italia, non deve preoccupare. E anche “respingere la bozza non ha conseguenze reali”, perché è il Parlamento nazionale a definire la manovra finanziaria.