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Crisi, dal 2007 consumi in calo del 5,2%

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Crisi, dal 2007 consumi in calo del 5,2%

Roma (Adnkronos) – Durante la crisi economica le famiglie italiane hanno stretto davvero la cinghia: tra il 2007 e il 2010 infatti i i consumi si sono ridotti per un importo pari a 17,6 mld di euro, al netto dell'inflazione; una contrazione media nazionale del 5,2%. La fotografia è della Cgia di Mestre. A livello territoriale, i dati complessivi dicono che la riduzione più forte è avvenuta in Campania, con una riduzione di 2,82 mld di euro; segue la Lombardia, con 2,64 mld, mentre all'ultimo posto si trova la Sicilia, con una riduzione dei consumi di 2,01 mld di euro. Solo le famiglie dell'Abruzzo (+88,6 mln ), del Friuli Venezia Giulia (+192,1 mln) e dell'Emilia Romagna (+242,2 mln) denunciamo un aumento della spesa nei quattro anni di crisi. Non va meglio per l'immediato futuro: la Cgia prevede nel 2011 una stagnazione della spesa distribuita su tutto il territorio. Tra i settori più colpiti da questa riduzione dei consumi, secondo l'elaborazione della Cgia di Mestre, a registrare il calo più consistente è stato il settore dei mobili, elettrodomestici e casa (-9,3%). Seguono gli alimentari e le bevande non alcoliche (-6,2%), le bevande alcoliche (-4,9%) e i trasporti (-4,8%). In deciso aumento, nonostante le ristrettezze economiche delle famiglie italiane, sono state le spese per la casa (bollette, manutenzioni, fitti, mutui ecc…, pari a+2,9%) e soprattutto la spesa sanitaria (in particolar modo i medicinali, gli articoli sanitari e il materiale terapeutico, pari a + 4,9%). Analizzando la contrazione in termini percentuali, la Cgia di Mestre rileva che sono le regioni del Centro Sud a guidare la graduatoria delle realtà territoriali più colpite dal taglio dei consumi. Al primo posto troviamo le Marche (-8,1%), al secondo posto la Calabria (-7,7%) e al terzo posto la Campania (-6,8%). Appena fuori dal podio il Lazio (-6,7%), l'Umbria (-6,5%) e la Puglia (-6,2%). Se, invece, si prende come parametro di riferimento la riduzione della spesa per famiglia, a livello nazionale, la contrazione media è stata pari a 706,1 euro, mentre, a livello regionale, spicca il dato della Valle d'Aosta (-1.439,9 euro), delle Marche (-1.402,5 euro) e della Calabria (-1.361,6 euro). "La crisi economica scoppiata verso i primi mesi del 2008 – afferma Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre – ha avuto delle ripercussioni gravissime sui consumi. Con un numero sempre maggiore di disoccupati, di cassaintegrati e con la forte sfiducia che ha investito tutti i consumatori, abbiamo registrato una drastica riduzione delle capacità di spesa delle famiglie italiane che continua a condizionare negativamente l'economia del Paese". "Appare evidente – aggiunge Giuseppe Bortolussi – che per far ripartire i consumi dobbiamo mettere nelle condizioni le famiglie italiane di avere più soldi in tasca. Per questo è necessario far ripartire gli investimenti pubblici nelle grandi infrastrutture e dare la possibilità anche agli Enti locali di mettere in moto quei piccoli cantieri che sono indispensabili per far creare nuovi posti di lavoro". "Infine, – conclude il segretario della Cgia di Mestre – bisogna alleggerire il carico fiscale premiando, in particolar modo, le famiglie più numerose che sono state le più colpite dalla crisi economica".

Articlolo scritto da: Adnkronos