Home Nazionale Yara, dalla palestra all’ultimo messaggino: un mistero lungo 20 minuti

Yara, dalla palestra all’ultimo messaggino: un mistero lungo 20 minuti

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Milano (Adnkronos/Ign) – "Dobbiamo essere lì per le 8". E' questo l'ultimo sms che Yara Gambirasio, la 13enne bergamasca scomparsa da Brembate di Sopra il 26 novembre scorso, invia a un'amica. Sono le 18.44 e il cellulare della promessa della ginnastica ritmica aggancia la cella di Mapello, una zona lontana dalla sua abitazione in via Rampinelli. Cinque minuti dopo verrà spento. Da quando lascia la palestra in via Morlotti, distante 700 metri da casa, sono trascorsi non più di venti minuti. E' in questo lasso temporale che si concentrano le indagini degli investigatori e in questo percorso, scandito dai tabulati, c'è la chiave per risolvere il mistero di una scomparsa che, finora, ha pochi elementi certi. La risposta al messaggio lascia intuire che sia stata Yara a digitare l'sms per prendere accordi con l'amica per una gara prevista due giorni dopo. Un'eventualità che apre altri interrogativi. Sono passati troppi minuti, più di 10, da quando Yara lascia il centro sportivo e in quel lasso temporale avrebbe già dovuto raggiungere casa. Cosa succede quando Yara esce dal centro sportivo? Incontra qualcuno che conosce e di cui si fida? E' dalla palestra dunque che si riparte, dalla 'scelta' di una porta d'uscita su cui non c'e' piu' certezza. Nei giorni scorsi i tre cani specializzati nelle ricerche hanno puntato tutti, in modo autonomo, a un'uscita secondaria, opposta rispetto all'abitazione della 13enne. Un'istruttrice della palestra, invece, sostiene che la giovane studentessa sia uscita dalla porta principale. Ieri, intanto, per la quarta volta è stato sentito il testimone Enrico Tironi e sono proseguite le ricerche nella zona di via Tresolzio, non lontano da casa Gambirasio. Nel fascicolo dell'indagine è finita anche la testimonianza di una donna di Ponte San Pietro. La sera della scomparsa di Yara, mentre parlava con la figlia tramite walkie-talkie, ha intercettato la frase "Ce l'ho, l'ho presa, la portiamo là", pronunciata da un uomo. Una segnalazione su cui nessuno punta davvero. Dopo il passo falso del fermo del 22enne Mohammed Fikri, ora la parola d'ordine tra gli inquirenti è prudenza. A due settimane dalla sparizione dell'adolescente, il criminologo Carmelo Lavorino, sul sito detcrime.com, ha pubblicato delle riflessioni sul caso Yara, partendo dalle poche certezze di cui gli inquirenti sono in possesso. Il criminologo sostiene che la 'combinazione criminale', una o più persone, che ha rapito Yara potrebbe essere compresa in sette tipologie da lui evidenziate: 1. un soggetto in confidenza con Yara, di cui lei si fida, un amico o un accompagnatore di amiche; 2. un cacciatore o cacciatori di ragazzine del tipo itinerante e collezionista di prede munito di auto; 3. un cacciatore di ragazzine del tipo pianificatore, organizzato e previdente con mezzi e logistica speciali; 4. un maniaco che approccia da solo, in modo casuale o premeditato, un soggetto esperto. E ancora: 5. una persona del tipo primitivo, che avvistata la presa l'ha istitntivamente agguantata; 6. un branco che ha agito per baldoria o edonismo o ancora un'organizzazione o, infine, un singolo che ha puntato la ragazzina per portarla in luoghi segreti per commercio sessuale o altri scopi.

Articlolo scritto da: Adnkronos