Arezzo – Secondo l’indagine della Confcommercio, “crisi o non crisi”, oltre il 90% dei consumatori non rinuncerà a fare regali di Natale, una spesa che, del resto, per quasi un italiano su due (46,4%) è anche piacevole da affrontare. Semmai, ne faranno meno stando più attenti a differenziare l’entità degli importi: regali utili e un po’ più costosi ai familiari (un capo di abbigliamento o uno strumento che serva per il lavoro o lo studio, come il computer), regali decisamente meno costosi per gli amici, tanto “basta il pensiero”, scelti tra libri o gadget di tendenza.
E proprio sulla voglia di fare regali è riposta la speranza degli operatori commerciali, che confidano nelle vendite di dicembre per risollevare le sorti di un anno ancora sottotono, ma con qualche sprazzo di sereno soprattutto dall’autunno. “In provincia – dice il direttore della Confcommercio di Arezzo Franco Marinoni – ormai da qualche anno a Natale i più ricercati sono i regali utili. Vale a dire, alimentari e abbigliamento, poi la tecnologia con le ultime novità su Ipod, consolle e videogiochi. In flessione invece la telefonia: ormai l’acquisto di un cellulare è un fatto normale e frequente tutto l’anno, dunque non ha più un “effetto sorpresa” sotto l’Albero”. Potrebbero avere un buon impuso anche le vendite di televisori ultimo tipo, come “autoregalo di famiglia” in vista del passaggio dall’analogico al digitale
“Per gli alimentari – prosegue Marinoni – si punta ad una selezione di prodotti enogastronomici di qualità, dalla pasticceria artigianale a formaggi e salumi locali o vini importanti. Qualche volta si inseriscono prodotti di pregio come tartufi o champagne, ma in misura minore. I tradizionali panettone e pandoro restano ma solo se artigianali”.
Nel settore abbigliamento-calzature si va da capi importanti come cappotti, maglioni o scarpe, acquistati per completare il guardaroba di figli o consorti, ad accessori meno impegnativi come guanti e portafogli. “Le vendite del settore moda, un po’ ferme tra ottobre e novembre per via del caldo, hanno già avuto un buon impulso dopo l’arrivo di freddo e pioggia di questi giorni. C’è sempre l’incognita dei saldi a gennaio – dice Marinoni – ma la voglia di indossare qualche capo nuovo per le feste dovrebbe convincere i più ad anticipare qualche spesa”. Per un regalo ad una donna, sempre più gettonate le borse, da quelle griffate a quelle meno costose, ma di tendenza. “Tra i regali più “facili” da fare anche all’ultimo minuto, restano i libri, che permettono di personalizzare fortemente il dono a costi anche molto contenuti. Un po’ meno, purtroppo, i cd, da quando la musica è scaricabile da internet. Vanno sempre bene profumi, creme e cosmetici”.
Il ‘monopolio dei regali’ dovrebbe restare in mano ai negozi tradizionali: secondo l’indagine della Confcommercio, infatti, oltre la metà degli acquisti sarà effettuata nei punti vendita tradizionali, “dove – spiega il direttore dell’Ascom aretina – è più alta la speranza di trovare cose inedite, originali, ricercate. E dove, soprattutto, la fiducia e il rapporto più diretto tra clienti e negoziante facilitano le operazioni di consulenza nella fase di acquisto e, dopo, di eventuale cambio dei regali ‘non graditi’ o sbagliati”.
Un discorso a parte va fatto per i giocattoli. “A quelli nessuno rinuncia, anche a costo di tagliare il resto – dice Marinoni – il Natale in fondo è la festa dei bambini. In questo settore la concorrenza tra piccola e grande distribuzione si fa sentire per i giochi più pubblicizzati in tv, dagli intramontabili Gormiti ai nuovi Zu Zu Pets. Ma se qualcuno cerca giochi educativi, divertenti e di alto valore pedagogico, il consiglio è di andare a curiosare nei negozi specializzati”.
Per quanto riguarda l’entità del budget destinato alle spese di Natale, dovrebbe aggirarsi intorno alle 1.300 euro per nucleo familiare, compresi gli alimenti per pranzi e cene in casa. Sono ancora lontani i tempi in cui ai regali di Natale si destinava l’intera tredicesima. Adesso, si preferisce risparmiare qualcosa per il futuro nel timore di altre “stangate” sui consumi necessari come acqua, luce, riscaldamento e assicurazioni.