AREZZO – Nella relazione sull’attività svolta nel corso del 2006, il difensore civico Anna Maria Nuti ha indicato al Consiglio comunale i dati e le pratiche trattate dall’ufficio, sottolineando le criticità emerse dalle trattazioni dell’istanze e i tempi medi di definizione delle pratiche.
“312 istanze è il dato relativo al periodo 1 gennaio – 31 ottobre, senza considerare – ha scritto Nuti – i numerosi contatti telefonici e le istanze trattate oralmente che annualmente hanno superato le 150 unità.”
“Comparando il numero delle istanze presentate ogni anno – continua Nuti – si nota che gli anni in cui l’utenza si è maggiormente rivolta al difensore civico sono il 2000, il 2004, il 2006, andamento influenzato sicuramente dalla fine dei mandati amministrativi. L’affluenza cala una volta che il governo cittadino si è insediato definitivamente e l’andamento si stabilisce in termini di minima crescita per la durata del restante mandato in attesa del picco che si registra in occasione degli appuntamenti elettorali.”
Dalle tabelle pubblicate emerge che i maggiori destinatari delle istanze sono stati l’ufficio Ambiente, l’Edilizia, la Polizia Municipale, le Nuove Acque e l’Aisa mentre per quanto riguarda i tempi medi di risoluzione è evidenziato che il soggetto che più rapidamente ha risposto alle istanze presentate dagli utenti, è Enel Spa nonostante che nei suoi confronti il Difensore Civico agisca fuori competenza.
Il difensore civico scrive nelle conclusioni che “la progressiva riduzione dell’ambito riservata al diritto pubblico, con la conseguente riduzione dei controlli e delle garanzie che esso ha tradizionalmente implicato, segna l’emarginazione del ruolo del difensore civico.”
Dunque Nuti ha invitato “il Consiglio Comunale e la Giunta ad interrogarsi sul futuro che vogliono costruire per i propri elettori, decidendo se lasciarli in balia dei meccanismi di mercato da un lato e dello strapotere della maggioranza dall’altro, oppure se, facendo leva sui poteri che spettano al Comune quale azionista delle società che a livello locale erogano servizi di interesse collettivo e sull’autonomia statutaria e regolamentare ad esso riconosciuta, puntare a garantire la legittimità dell’azione amministrativa, ridisegnando il quadro dei controlli interni.”