(AdnKronos) – Dagli anni Ottanta, quando l’interesse era massimo, “sicuramente c’è stato un progresso ma la sensazione è che l’abisso rimanga incolmabile e viene normale scoraggiarsi”, ha sottolineato il presidente della Bce, Mario Draghi. “Molti economisti – ha aggiunto – hanno giudicato gli aiuti per l’Africa dannosi e inutili. Queste testimonianze dimostrano che hanno torto. Hanno torto quelli che si scoraggiano”.
L’Italia vuole fare ancora la sua parte, anche a causa di una posizione privilegiata rispetto al Continente. “Per il nostro futuro e anche per la nostra sicurezza – ha detto ancora Gentiloni – la stabilizzazione del Continente è strategica. L’Italia ci mette del suo, ha raddoppiato le politiche per lo sviluppo nonostante la crisi. Ma si può e si deve fare di più”.
Più suggestivo l’intervento di Romano Prodi, presidente di Fondazione per la collaborazione tra i popoli e da tempo in prima linea, da economista ed ex premier, per l’Africa: “Bisogna unire le forze tra Europa e Cina, coinvolgerla di più e renderla più ‘amicale’, altrimenti l’Africa continuerà a stare così”. Tra gli altri ospiti che hanno partecipato, l’Arcivescovo di Milano, Mario Delpini, il presidente di Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti, il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e il presidente di Intesa SanPaolo, Gian Maria Gros-Pietro. Sul palco, hanno raccontato le loro storie di impegno con l’Africa Niccolò Fabi, Paolo Rumiz, Gian Antonio Stella, Stefania Chiale e Beppe Severgnini.