Roma, 27 giu. (AdnKronos) – Ancora una volta è allarme occupazione per la Natuzzi, dopo l’annuncio fatto ieri dall’azienda nel corso della cabina di regia al Ministero dello Sviluppo Economico. A lanciarlo sono i sindacati di categoria Feneal, Filca e Fillea in una nota. Alla presenza del viceministro Teresa Bellanova, dei rappresentanti delle Regioni Puglia e Basilicata e dei rappresentanti sindacali, la proprietà ha annunciato l’impossibilità di sostenere il piano industriale concordato nel 2013 e che aveva l’obiettivo di garantire la salvaguardia di tutti i lavoratori con investimenti sia sui siti produttivi attualmente attivi che sull’apertura del nuovo sito di Ginosa.
Il motivo che ha spinto l’azienda a tali decisioni risiederebbe nelle ultime sentenze della Magistratura relative alle cause in Tribunale vinte da alcuni lavoratori per la mancata rotazione della Cassa integrazione e contro la procedura di licenziamento. L’azienda inoltre ha dichiarato che per ogni lavoratore reintegrato dal giudice ci sarà un lavoratore licenziato tra quelli che stanno lavorando.
Per Feneal, Filca e Fillea, “tutto questo è inaccettabile. Comprendiamo che tali sentenze rappresenteranno un ingente costo economico ma, dal nostro punto di vista, usarle come pretesto per ritirare gli investimenti ed il piano industriale non è concepibile. Abbandonare il piano industriale e gli investimenti significa tornare indietro di 10 anni, mettere nuovamente a rischio 1300 posti di lavoro e vanificare tutti gli sforzi compiuti, in primis dai lavoratori”.