Home Attualità C’è la mano di Giotto dietro al Crocifisso di Ognissanti

C’è la mano di Giotto dietro al Crocifisso di Ognissanti

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Firenze – (Adnkronos) – E' di Giotto il Crocifisso di Ognissanti: il verdetto, che pone fine ad una discussione sull'attribuzione, arriva al termine del restauro condotto dall'Opificio delle Pietre Dure di Firenze sotto la guida di Marco Ciatti. La pulitura dell'opera e le sofisticate indagini non invasive, compresa la riflettografia a raggi infrarossi, hanno mostrato per la prima volta la tecnica del maestro. E hanno rivelato l'esistenza di un disegno che sta sotto la pittura. Il dipinto fu realizzato secondo i criteri canonici della pittura fiorentina del tempo, la versione che Giotto stesso aveva fissato con le sue opere e che rimarrà come una regola costante per circa un secolo: solido supporto in legno di pioppo, strati preparatori complessi composti da una tela di lino e da due strati di gesso e colla, strati pittorici sottili a tempera ad uovo, ricercati effetti decorativi nelle dorature a guazzo e a missione. Particolarità di Giotto è l'inserimento di vetri decorati nell'aureola del Cristo, così come era già emerso dal recente restauro dell'altro crocifisso di Giotto, quello della basilica fiorentina di Santa Maria Novella. Il restauro, sponsorizzato da Arteria, sarà presentato domani, alle 10, nella sede dell'Opificio, alla stampa internazionale dalla soprintendente Isabella Lapi Ballerini.
Dal 18 al 22 ottobre il Crocifisso sarà esposto al pubblico negli stessi laboratori, dove è avvenuto il lungo e complesso intervento conservativo. Dal 6 novembre la croce dipinta da Giotto tornerà in Ognissanti, consentendo così di rivedere un gioiello dell'arte che per tanti anni e' rimasto relegato nella sacrestia della chiesa (dal 1937) e quindi non visibile prima di andare in restauro presso l'Opificio di Firenze. La croce si rivela un capolavoro di Giotto che si puo' datare al secondo decennio del Trecento.
La grande croce (453 x 360 cm) un tempo era collocata sul tramezzo della chiesa di Ognissanti, appartenente al tempo all'ordine degli Umiliati, insieme ad altre opere di Giotto, quali la celebre Maestà, oggi agli Uffizi, e alla piccola tavola con la Dormitio Virginis attualmente a Berlino.Citata dalle fonti antiche in relazione a Giotto, la croce e' sempre stata attribuita al patriarca della pittura italiana anche modernamente, opinione ribadita nella mostra su Giotto tenuta alla Galleria dell'Accademia di Firenze nel 2000. Di recente lo storico dell'arte Giovanni Previtali aveva ipotizzato nell'opera, insieme all'impostazione data da Giotto, la mano del suo principale collaboratore: gli studiosi hanno battezzato questa ignota personalita' di pittore con il nome di ''Parente di Giotto''.Insieme al dibattito sull'individuazione o meno di questa mano accanto a quella di Giotto e alla sua valutazione critica, la discussione specialistica ha girato a lungo sulla datazione della croce: secondo alcuni essa era collocabile intorno al 1310-15, secondo altri si poteva spingere invece verso gli anni Venti del Trecento. Le indagini scientifiche hanno concluso per questa seconda versione.

Articlolo scritto da: Adnkronos