(AdnKronos) – Il pm Antonino Di Matteo prosegue: “Non dobbiamo mai dimenticare questa triste realtà ma dobbiamo trovare, nella consapevolezza di ciò che ho ricordato, la forza della reazione. Il mio è il Paese – consentitemi di rivendicarlo con orgoglio – che, prima e meglio di ogni altro, ha saputo reagire. Non solo con il sacrificio personale e l’eccellenza professionale di molti magistrati e investigatori ma, in un contesto più generale, con un sistema, progressivamente consolidatosi, di norme, in materia penale, processuale e penitenziaria, che (pur senza mai compromettere i fondamentali diritti della persona) oggi costituisce una efficace, seppur certamente perfettibile, arma di individuazione e repressione dei crimini di mafia”.
“Norme come quelle sulla specificità del reato di associazione mafiosa (rispetto ad ogni altra forma di associazione a delinquere per commettere delitti), sul sequestro e la confisca dei patrimoni di sospetta origine mafiosa, sui benefici processuali e la protezione di collaboratori di giustizia, sul procedimento giudiziario autorizzativo di intercettazioni telefoniche ed ambientali, sul regime carcerario differenziato per i capi detenuti dell’organizzazione (finalizzato ad evitare ogni possibilità di contatto diretto o indiretto con gli affiliati in stato di libertà), costituiscono nel loro insieme un sistema che altri Paesi, non solo europei, guardano come punto di riferimento per adeguare la loro legislazione e renderla più idonea a contrastare la globalizzazione delle mafie e dei loro capitali.mente convinto che anche in Paesi come il vostro che, per numero ed importanza strategica di centri di interesse economici e finanziari, costituisce fertile polo di attrazione di capitali illeciti, sia oggi necessaria la conoscenza e lo studio delle caratteristiche più autentiche del fenomeno mafioso, anche in funzione, come è avvenuto in Italia, dell’auspicabile creazione, nell’ambito giudiziario ed in quello delle forze di polizia, di uffici specializzati e dediti esclusivamente al contrasto alla criminalità organizzata”.