(AdnKronos) – (Adnkronos) – Tra le nuove rotte, spiccano Polonia con un aumento medio annuo dell’export del 10,1%, Cina (+10,4%), India (+10,1), Russia (+5,5), Turchia (+8,2%). Anche se le quote relative restano contenute. I mercati tradizionali sono ancora gli sbocchi di riferimento del made in Padova: oltre 5,4 miliardi nel 2016 e una crescita media annua del 3,3%. Ma la quota complessiva è scesa dal 65,2 al 59,8%. Germania e Francia assorbono da sole il 23,8% delle esportazioni.
“Allargare i confini, essere presenti nei mercati, attrarre investimenti, è questa la sfida. La ripresa globale oggi dà segni di vivacità, ma il diffondersi del protezionismo è un forte rischio – dichiara Massimo Finco, presidente di Confindustria Padova -. Di fronte a tendenze protezioniste senza precedenti, come i dazi annunciati dall’amministrazione Trump, abbiamo il dovere di difendere i principi del libero mercato, in un quadro di regole paritarie e condivise, e di spiegare che da una “guerra commerciale” avrebbero tutti da perdere. Oggi c’è fame di Italia nel mondo e ce ne sarà sempre di più”.