(AdnKronos) – “A una delle due vittime era stata imposta la consegna di un’auto sotto pressanti minacce mafiose” spiegano gli investigatori. L’imprenditore ha consegnato il veicolo a fronte del quale sono stati consegnati due assegni uno dei quali riferibile a un conto corrente già estinto e l’altro a un conto corrente con un saldo negativo. Il secondo imprenditore, invece, non ha ceduto alle richieste estortive ed è stato schiaffeggiato nel proprio negozio. A lui i boss hanno chiesto dapprima la consegna di alcune auto, poi la ‘messa a posto’ con il pagamento di una somma in denaro. Tutti gli arrestati sono stati trasferiti al carcere di Messina Gazzi in regime di isolamento in attesa dell’interrogatorio di garanzia.
“Determinante è risultato essere il coraggio, la determinazione e la collaborazione dimostrata dagli imprenditori che in piena sinergia con la magistratura di Messina e con l’Arma dei carabinieri hanno permesso di assicurare alla giustizia quattro pericolosi malviventi” spiegano dal Comando provinciale dei carabinieri di Messina. Anche grazie alla loro collaborazione gli inquirenti, in tempi brevissimi, sono riusciti a respingere il fenomeno criminale che cercava di trovare spazio nel Comune di Taormina e nei vicini comuni limitrofi della fascia costiera. “Si auspica che altri imprenditori possano con celerità rivolgersi alla magistratura e ai carabinieri – concludono gli investigatori – in modo da poter mettere fine al fenomeno, purtroppo ancora presente, delle estorsioni sul territorio”.