(AdnKronos) – Tuttavia, quasi trent’anni dopo, ci sarà bisogno di un nuovo intervento, il decreto legislativo 216 del 2013 che attua la direttiva europea 78 del 2000, per ribadire il divieto di ogni discriminazione in base al sesso, non solo al momento dell’assunzione ma per tutta la durata del contratto di lavoro, sia nel settore pubblico sia in quello privato. Da segnalare, sempre in questo contesto, la legge 25 del 1989 che eleva a quarant’anni l’età richiesta per partecipare ai concorsi pubblici.
Spartiacque sulla strada della parità, comunque assai discusso, le cosiddette ‘quote rosa’, imposte dalla legge 120 del 2011 nei Consigli di amministrazione e poi materia di leggi elettorali a livello locale e nazionale per garantire una rappresentanza di genere. Questione da inserire nel contesto più generale dell’articolo 51 della Costituzione, modificato nel 2003, che in materia di accesso agli uffici pubblici e alle cariche elettive sancisce espressamente la promozione, con appositi provvedimenti, delle pari opportunità tra donne e uomini.
Parlare di tutela della donna proietta il discorso necessariamente sulla prevenzione e la repressione dello sfruttamento e della violenza, spesso esercitata anche all’interno della coppia. Pietra miliare la legge Merlin del 1958, dal nome della senatrice socialista che ne fu promotrice, che portò alla chiusura di 560 case di tolleranza.