(AdnKronos) – “La questione che poniamo è politica”, dicono i bersaniani e spiegano che è per questo che non sosterranno Michele Emiliano nella raccolta firme per un referendum interno sull’anticipo del congresso. L’iniziativa non raccoglie adesioni tra i bersaniani. Dice Nico Stumpo: “La nostra linea è chiara: prima del voto, serve un congresso. E’ una posizione politica precisa. Lasciamo stare le ‘carte bollate’…”.
A norma di Statuto, la cosa sarebbe comunque praticabile. Articolo 27, comma 2: “È indetto un referendum interno qualora ne facciano richiesta (…) il cinque per cento degli iscritti al Partito Democratico”. Secondo l’ultimo tesseramento, gli iscritti sono circa 350mila. Servirebbero, insomma, circa 20mila firme. Un numero non esorbitante. Sulla carta, però. “Se ci fosse ancora un partito attivo, un partito in cui sai che ogni mercoledì ci sono riunioni di circolo… allora potresti anche provarci a raccogliere le firme. Ma, per come stanno le cose, ma dove li vai a prendere 20mila iscritti?”, si osserva nella minoranza Pd.
Emiliano però va avanti e le firme non se le va a prendere nei circoli, ma on line. Il governatore pugliese ha inaugurato un sito per la raccolta firme: ‘Prima il congresso. Una campagna per unire il Partito democratico e rafforzare il Centrosinistra’, è lo slogan.