Home Nazionale Al Lido un doc di Monica Maggioni sui soldati Usa distrutti dall’Iraq

Al Lido un doc di Monica Maggioni sui soldati Usa distrutti dall’Iraq

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Venezia – (Adnkronos) – Da inviata di guerra del Tg1 ad autrice di un documentario sui danni psicologici riportati dai soldati americani di ritorno dall'Iraq. Monica Maggioni esordisce nella regia con 'Ward 54', proiettato oggi come evento della sezione Controcampo Italiano alla Mostra del Cinema di Venezia. Il documentario racconta, attraverso le interviste ad alcuni soldati americani reduci dall'Iraq e ai loro familiari, la difficoltà di reintegrarsi nella società e il dramma di ricominciare, dopo aver vissuto l'incubo della guerra.
''Dopo anni passati a raccontare i soldati americani al fronte – spiega la regista – ho cercato di capire cosa succede quando tornano a casa. Ho scoperto che per molti di loro gli incubi e le angosce della guerra sono ancora lì. Non solo. Vengono meno anche le certezze date dal vivere in branco. Spesso i ritorni sono storie di solitudine e impossibilità di trovare le parole per condividere quello che ogni sopravvissuto porta dentro di sé. E' il viaggio in un incubo che è difficile capire per chi non c'è stato, non ha vissuto le stesse angosce, non ha guardato negli occhi lo stesso orrore. Questa è la storia di chi torna a casa e poi si perde'', sottolinea.
La storia parte dalla vicenda di Kristofer Goldsmith, un soldato dell'esercito americano che al suo ritorno dall'Iraq si scopre incapace di fare i conti con quello che ha vissuto. A Baghdad il suo compito è fotografare e classificare i cadaveri iracheni, ma di fronte all'orrore di una fossa comune in lui scatta qualcosa. Ha incubi, continui flash back. Al suo ritorno in America si ammala di PTSD (disturbo post-traumatico da stress) ma nessuno sembra riuscire ad intercettare la sua disperazione. I medici diagnosticano una profonda depressione, ma l'esercito gli ordina di ripartire per l'Iraq nonostante la sua richiesta di congedo. Durante la cerimonia del Memorial Day, Kristofer tenta il suicidio.
A guidare la narrazione, seguito passo passo dalle telecamere, è proprio il soldato Goldsmith. Il suo è un racconto lucido, una denuncia nei confronti di un'America pronta a mandare i soldati in guerra ma non disposta a fare i conti con il trauma di chi torna. Kristofer viaggia attraverso gli Stati Uniti fino a casa dei Lucey, i genitori di Jeffrey, un Marine che si è suicidato al ritorno dall'Iraq. Il racconto straziante di Kevin, il padre di Jeffrey, riporta Kristofer al momento in cui lui stesso ha tentato di togliersi la vita.
Le storie di Kristofer, di Jeffrey e degli altri protagonisti di 'Ward 54', rivelano una realtà che riguarda ormai molte famiglie americane. "Negli Stati Uniti, secondo 'Army Times' – racconta Monica Maggioni – ogni giorno si suicidano diciotto veterani. Nonostante tutto molti militari continuano a non chiedere aiuto, temendo di essere isolati o di subire ritorsioni dall'amministrazione militare. Kristofer Goldsmith ha testimoniato davanti al Congresso e ora combatte una battaglia contro l'Esercito che rifiuta di congedarlo 'con onore' a causa del suo tentativo di suicidio. Il titolo 'Ward 54' è mutuato dal nome del braccio psichiatrico del 'Walter Reed', l'ospedale dei veterani di Washington D.C.

Articlolo scritto da: Adnkronos