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Al Lido sfida a colpi di applausi e risate tra Mazzacurati e Ozon

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Venezia – (Adnkronos) – E' sfida a suon di applausi e risate tra 'La Passione' di Carlo Mazzacurati e 'Potiche' di Francois Ozon, due dei tre film (in cartellone c'è anche il russo Aleksei Fedorchenko con 'Ovsyanki') che sfilano oggi nel concorso principale nel primo sabato della Mostra del cinema di Venezia.
Mazzacurati, secondo italiano a passare in concorso dopo Celestini, porta al Lido la storia di Gianni Dubois (Silvio Orlando), regista sulla cinquantina mai affermatosi veramente e alle prese con un blocco creativo apparentemente insuperabile. Proprio mentre si profila per lui la grande occasione di dirigere un film con una giovane star televisiva (Cristiana Capotondi) per il quale non riesce a trovare un'idea si trova costretto ad occuparsi invece della 'regia' della Via Crucis del Venerdì Santo in un paesino toscano, per evitate la denuncia per i danni causati alla chiesa locale da un perdita d'acqua della sua casa di campagna. Tra mille difficoltà causate da un pessimo e vanitosissimo attore locale (intepretato da un esilarante Corrado Guzzanti) cui il sindaco vuole affidare il ruolo di Gesù e con l'aiuto di un ex galeotto con la passione per il teatro (Giuseppe Battiston), Dubois riuscirà alla fine a combinare qualcosa di buono. Nel cast figurano anche Kasia Smutniak, barista del luogo che diventa musa ispiratrice per il regista, e Stefania Sandrelli.
Mazzacurati confessa che per lui 'La passione' è stato "un film molto personale, intimo, anche difficile da fare": "E' un film che parla della paura di creare e del blocco che nasce da nasce da questo -spiega il regista- ma anche di questo strano paese che sembra dover toccare ogni volta il fondo per trovare la forza e le idee per riscattarsi. E alla fine sarà l'arte che salverà dalla catastrofe". I personaggi del film alle prese con i ruoli degli apostoli, di Ponzio Pilato, di Maria Maddalena e dell'ambitissimo Gesù, sono per Mazzacurati "esseri che per sensibilità o inadeguatezza sono esposti più di altri alle difficoltà della vita e che a volte fanno sorridere ma, a me -confessa il regista- per lo più commuovono".
Ozon punta invece su una commedia brillante che vuole dichiaramente -come afferma lo stesso regista- "ricreare il tono e la verve dellle commedie degli anni trenta-quaranta", con un cast che coinvolge il gotha del cinema francese, da Catherine Deneuve a Gerard Depardieu (applauditissimi in alcune scene di ballo e canto).
La storia di 'Potiche' (la cui traduzione letterale è più o meno 'bella statuina' ma che in Italia dovrebbe uscire col titolo 'Quel genio di mia moglie') è ambientata nel 1977 in un piccolo centro della Francia settentrionale, Sainte-Gudule, dove ha sede la fabbrica d'ombrelli dell'industriale dal pugno di ferro Robert Pujol (Fabrice Luchini). L'uomo è dispotico anche con i figli e la moglie-trofeo Suzanne, che solo apparentemente si rassegna a fare la bella statuina. Quando gli operai entrano in sciopero e sequestrano l'industriale (sobillati anche dal politico e sindacalista interpretato da Depardieu, che è stato un tempo amante di Suzanne e che ha ancora un debole per la donna, ricambiato), lei lo sostituisce alla guida della fabbrica, riesce a farsi benvolere dagli operai e lo fa liberare. Ma quando il marito si riprende e le sottrae di nuovo le redini dell'azienda la donna non si arrenderà e sfiderà tutti, compreso l'ex amante, sul terreno della politica.
"Da tempo -spiega Ozon- volevo realizzare qualcosa sul ruolo della donna nella società e in politica. Circa dieci anni fa fa vidi la commedia teatrale 'Potiche' di Barillet e Gredy e pensai che aveva contenuti perfetti per il mio film. C'è voluto del tempo per riaddattarla e modernizzarla come volevo anche perché non intendevo finire col fare un film passatista o slegato dalla realtà".

Articlolo scritto da: Adnkronos