Venezia – (Adnkronos/Cinematografo.it) – "Stupendo essere diretto da una donna", dice Beppe Fiorello di Roberta Torre, la regista che ha aperto ieri la sezione Controcampo italiano della 67ma Mostra del Cinema di Venezia con il lungometraggio 'I baci mai dati', un pittoresco racconto di formazione ambientato nelle periferie di Catania. La Torre è infatti la prima autrice donna ad aver diretto l'attore siciliano e lui ne parla come come "una scoperta quotidiana, giornaliera, perché ogni giorno c'era uno sguardo nuovo, una nuova consapevolezza". "Roberta -dice- mi ha conquistato con la sua tenerezza ed è riuscita a far uscire il lato fragile di Giulio, il mio personaggio''.
Beppe Fiorelo, a breve sul piccolo schermo con le due produzioni 'Il bandito e il campione' ed 'Il sorteggio', è tornato nuovamente a recitare al fianco di Donatella Finocchiaro dopo l'esperienza di 'Galantuomini': ''Lavorare con lei è sempre divertente, tra l'altro ne 'I baci mai dati' ci siamo trovati nuovamente a recitare in un rapporto simile, quello della coppia-scoppiata''. Una relazione che funziona, quella tra i due interpreti siculi, entrambi alle prese anche con il nuovo film di Crialese, 'Linosa', ambientato nell'omonima isola siciliana ''Lavorare lì, su quell'isola, per me è stata un'esperienza unica -dice la Finocchiaro – ancora ce l'abbiamo appiccicata alla pelle Linosa, io, Beppe, Emanuele. Quel posto ci ha insegnato a vivere''.
Reduce da un tour de force in mezzo al Mediterraneo per riuscire a presenziare alla prima del film a Venezia, la bellissima Donatella nel nuovo film della Torre ritorna sul grande schermo in una veste differente, ironica e lontana dalle sue precedenti interpretazioni, a partire dai capelli biondo platino: ''Roberta (Torre, ndr) con il personaggio di Rita è riuscita a cogliere un lato di me che non conoscevo, continuava a ripetermi ''tu sei fatta per la commedia. Le sono veramente riconoscente, dai tempi di Angela (film che l'ha lanciata sul grande schermo diretto dalla Torre nel 2002, ndr) e per il nostro rapporto che si consolida''.
Ad essere fermamente convinta della vis comica della Finocchiaro è proprio la regista del film: ''Conoscevo le potenzialità comiche di Donatella, la conosco come amica, so che lei in realtà è molto comica come donna. In Italia c'è una strana abitudine, dopo che fai un ruolo, te lo fanno rifare a ripetizione. Volevo far vedere a tutti anche questo lato di Donatella'', dice Roberta Torre. Tornata al Lido dopo il grande successo di Tano da morire nel 1997, con I baci mai dati la regista non si allontana dalle atmosfere grottesche che ama raccontare, ripresentando in concorso una storia ambientata in una location analoga, a cui è molto legata dal punto di vista artistico, quella siciliana: ''La Sicilia è la mia vita ormai, la mia seconda terra, la seconda ipotesi dopo Milano. E' un posto dove continuo a tornare perché il mio immaginario si nutre di questa terra''. Una passione viscerale quella che lega la regista lombarda alla Trinacria, un sodalizio artistico e personale che ''come ogni sentimento forte è un amore tra i più tormentati''.
Articlolo scritto da: Adnkronos