Home Nazionale Scuola: Donazzan (Veneto), concorsi regionali per assicurare copertura cattedre (2)

Scuola: Donazzan (Veneto), concorsi regionali per assicurare copertura cattedre (2)

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(AdnKronos) – (Adnkronos) – “La Regione Veneto non intende rendersi complice di questa ‘cattiva scuola’ – afferma Elena Donazzan – e, forte del percorso legislativo e referendario avviato per rivendicare maggiori condizioni di autonomia, rivendica piena titolarità per attivare e gestire concorsi per dirigenti e personale docente e non docente su scala regionale. La Costituzione italiana, che il voto del 4 dicembre ha confermato a larghissima maggioranza, prevede la possibilità che la Regione negozi con lo Stato, sulla base dell’articolo 117, maggiori e ulteriori forme di autonomia. E questa amministrazione ha già attivato una iniziativa legislativa per andare a negoziare con il Governo, una volta celebrato il referendum regionale, precisi spazi di autonomia organizzativa, uno dei quali, appunto, è l’istruzione e la formazione”.
“Ora che il voto popolare ha sepolto sotto una valanga di ‘no’ il tentativo centralistico del governo Renzi – promette Donazzan – la Regione Veneto riprende il percorso avviato a marzo per ottenere dal nuovo governo il riconoscimento a gestire in forma diretta alcuni servizi che, come quello scolastico, richiedono competenze rinforzate dalla conoscenza e prossimità al territorio e dalla sussidiarietà”.
“L’istruzione, insieme alla sanità e alla tutela del territorio – conclude Elena Donazzan – è uno degli ambiti maggiore rilevanza su quali il Veneto intende negoziare e dimostrare la propria autonomia. Chiameremo i veneti alle urne per farci dare pienezza di mandato popolare. Ma intanto, stiamo già studiando, con l’Ufficio scolastico regionale, modelli organizzativi per fare come in Trentino: concorsi regionali per assumere docenti e dirigenti preparati e del territorio, che siano in grado di garantire da subito continuità alle cattedre d’insegnamento, senza essere rimbalzati da un lato all’altro della penisola da complesse e astruse graduatorie e da cervellotici algoritmi ministeriali”.