Roma – (Adnkronos/Ign) – Un bimbo romeno di 3 anni, di nome Mario, è morto nell'incendio scoppiato nella notte, intorno all'una e mezzo, in un campo rom abusivo a Roma. Il fratellino di poco più di 3 mesi è rimasto gravemente ferito ed è ricoverato presso il Policlinico Gemelli con ustioni di secondo e terzo grado su oltre il 40% del corpo.
Nel rogo sono rimasti ustionati anche il padre e la madre dei bambini, M. F. ed E. P., di 23 e 21 anni, che, dopo essere stati medicati, si sono resi irreperibili. Sul posto sono intervenuti per domare l'incendio i Vigili del Fuoco. Sono stati loro a trovare il corpo del bimbo di 3 anni al termine delle operazioni di spegnimento delle fiamme che hanno coinvolto alcune baracche di fortuna dell'insediamento di via Ercole Morselli, nei pressi di via della Magliana, dove vivevano una sessantina di romeni, tra cui 15 minori.
Le cause dell'incendio sono in fase di accertamento, ma ad innescare il rogo, secondo i primi rilievi, potrebbe essere stata una candela. La procura di Roma ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per omicidio colposo e incendio colposo.
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, esprime il proprio cordoglio per il ''grave lutto che colpisce la nostra città''. ''Sono i terribili rischi e i drammi – aggiunge – che si vivono negli accampamenti abusivi che da troppi anni esistono a Roma". "Questo dimostra – insiste Alemanno – che bisogna andare avanti rapidamente sul nostro piano nomadi che nella sua piena realizzazione prevede lo sgombero di tutti i campi abusivi per portare coloro che non hanno residenze fisse all'interno di campi autorizzati pienamente controllati sul piano della legalità, della sicurezza e della vivibilità''.
''Rifletta – continua Alemanno – chi ci lancia accuse di deportazioni quando sgomberiamo accampamenti abusivi per trasferire nomadi e baraccati dentro campi regolari e strutture di accoglienza". "Le strutture del Comune di Roma – assicura poi – sono pienamente impegnate per dare assistenza non solo alla famiglia del bambino morto, ma a tutto il gruppo di persone che viveva in quell'insediamento abusivo oggi definitivamente sgomberato", conclude il sindaco.
Addolorata dalla vicenda Ramona Badescu, la show girl consigliere per i romeni dal sindaco Alemanno: "Sono colpita per questa nuova tragedia perché tanti rom hanno le mie stesse origini, ma è anche vero che è giunto il momento che i rom si riscattino – afferma all'Adnkronos -. Il sindaco Alemanno ha già fatto grandi passi. So che ci sono in programma altri sgomberi di campi non autorizzati ma prima di tutto sono i rom a doversi responsabilizzare". Una idea per favorire l'integrazione di questo popolo che, come dice la Badescu "è chiaro che non è ancora avvenuta", lei ce l'avrebbe. "Si potrebbe tradurre la costituzione italiana nella nostra lingua perché così capirebbero che ci sono delle regole alle quali bisogna attenersi".
Per il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ''questa ennesima tragedia dimostra come sia necessario proseguire sulla strada del contrasto all'abusivismo''. Mentre il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, invita a non chiudere gli occhi di fronte a una tragedia che ''nasce da un dramma irrisolto''. ''La presenza di nomadi a Roma non è solo una questione di ordine pubblico – sottolinea -, ma di dignità e rispetto della persona umana".
Sulla tragica vicenda interviene il presidente dell'Unicef Italia, Vincenzo Spadafora, che sottolinea: ''I bambini nomadi sono cittadini di Roma e in quanto tali meritano garanzie e politiche di inclusione sociale al pari dei loro coetanei non solo sgomberi, pregiudizi e attacchi ingiustificati. Proteggere la loro esistenza e i loro diritti non è di destra né di sinistra ma è un dovere di tutti – ha proseguito – e che tocca le coscienze di ognuno''.
Mentre il Commissario Straordinario della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca, chiede di ''porre fine a queste tragedie della disperazione'', ricordando che purtroppo il piccolo morto oggi non il primo di ''innocenti che perdono la vita a causa dello stato di degrado sociale e di emarginazione in cui vivono".
Articlolo scritto da: Adnkronos