(AdnKronos) – La battaglia si gioca intorno allo slogan felliniano ‘Non si interrompe un’emozione’ ripreso dai sostenitori del sì, tra i quali anche personaggi dello spettacolo come Roberto Benigni e Beppe Grillo. Dall’altra parte Michele Placido, Fiorello e i personaggi di punta delle reti berlusconiane come Mike Bongiorno, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini.
L’affluenza alle urne, che vede gli elettori chiamati ad esprimersi anche su altri 10 quesiti, raggiunge il 57,5 per cento e i no prevalgono con il 55,7 e il 56,4, decretando di fatto la salvaguardia delle tv del Biscione.
Da quel momento in poi inizia una vera e propria crisi dell’istituto referendario, tanto che spesso le campagne elettorali si giocano sull’invito all’astensione per favorire il mancato raggiungimento del quorum. E’ il caso ad esempio dei quattro referendum del 12 giugno 2005 chiesti dai Radicali per abolire le norme più restrittive della legge sulla procreazione assistita, contro i quali si schiera la Cei del cardinal Camillo Ruini in prima fila, quando l’afflueza si ferma al 25,5 per cento.